Secondo uno studio coordinato dallo scienziato Stefano Mancuso, le aree periurbane, a metà strada tra periferie e campagne, potrebbero ospitare 241 miliardi di alberi.
Che gli alberi in centro città siano necessari per contrastare la crisi climatica è cosa nota. Eppure, perfino le aree periurbane, a metà strada tra periferie e campagne, potrebbero ospitare 241 miliardi di piante per ridurre le emissioni di CO2, migliorare la qualità dell’aria e tutelare la biodiversità. A sostenerlo è una ricerca della Fondazione per il Futuro delle Città, in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze e con l’Università Ca’ Foscari Venezia, dopo avere identificato, attraverso l’utilizzo di dati satellitari, i nuovi territori a livello globale disponibili ad accogliere nuovi alberi. Secondo il lavoro coordinato dallo scienziato Stefano Mancuso e pubblicato sulla rivista “Nature Cities“, appena 20 Paesi potrebbero custodire il 78% delle foreste periurbane. Una scoperta che – se dovesse essere concretizzata nel breve periodo, attraverso l’inaugurazione di nuovi parchi – potrebbe regalare una speranza al pianeta Terra sempre più in sofferenza a causa delle temperature estreme. “L’assorbimento di CO2 dall’atmosfera, attraverso la riforestazione, non presenta ostacoli tecnici significativi e può offrire benefici ambientali e occupazionali“, commenta Stefano Mancuso.


