L’olio esausto è uno degli inquinanti peggiori per l’ambiente, se lo si butta nel lavandino, il rischio è di danneggiare le tubature e i depuratori dell’acqua.
Gli oli alimentari, come quello derivante dalla frittura e dalla cottura, l’olio per la conservazione dei cibi in scatola e in vetro, gli oli vegetali deteriorati o scaduti vanno smaltiti correttamente. Tutte le amministrazioni consigliano di raccoglierlo in dei contenitori di plastica e poi conferirlo nei centri di raccolta.
Si calcola che nella sola città di Genova tra le 600 e le 800 tonnellate di olio esausto siano prodotte ogni anno, per la maggior parte questo finisce negli scarichi fognari e nelle falde acquifere provocando danni all’ambiente e ai sistemi di scarico delle abitazioni.
Proprio la città di Genova ha stipulato un accordo con il Conoe per il recupero degli oli vegetali esausti. Questi oli possono diventare del biodiesel, bio-lubrificanti saponi, e prodotti cosmetici biodegradabili.
Grazie all’installazione di nuovi contenitori rossi per la raccolta, la città punta a superare il risultato del 2023 che ha visto recuperare 47 tonnellate di oli esausti. “Una raccolta attenta e corretta degli oli vegetali di scarto evita sprechi di risorse e crea nuove opportunità di riciclo: un’azione che arricchisce la strategia di economia circolare delle città e contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 correlate” il commento del Direttore Generale del Consorzio, Francesco Mancini.


