I bicchieri di carta compostabili contengono plastica. Dove vanno gettati

I bicchieri di carta “compostabili” contengono plastica. Dove gettarli?

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Compostabile, ma contiene plastica. Le informazioni che confondono presenti sui bicchieri di carta spiegate da Il Salvagente.

Ad una festa, in ufficio oppure in casa, almeno una volta è capitato di utilizzare i bicchieri usa e getta definiti sulle confezioni “compostabili”. Ma è davvero così? Questi bicchieri che sopra hanno stampati vari simboli sono davvero amici dell’ambiente?

Oltre alle diciture “Ok compost”, “TUV” e la certificazione “Fsc” per la carta sostenibile, i bicchieri monouso riportano spesso anche il bollino “plastica nel prodotto”. Il mix di indicazioni contrastanti può creare quandi confusione nel consumatore, indeciso su come smaltire il prodotto dopo averlo utilizzato. Il bicchiere va nel cestino della plastica o in quello del compostabile?

Bicchieri compostabili con plastica, ecco dove vanno gettati

La rivista il Salvagente ha provato a fare chiarezza, chiedendo spiegazioni ad Eva Alessi, capo dei programmi di sostenibilità di WWF Italia qualche spiegazione.

Prendendo ad esempio la foto inviata da un lettore della rivista, Alessi ha spiegato il senso della moltitudine di simboli presenti sulla confezione. Il bollino “plastica nel prodotto” sta a significare che la tipologia e la quantità di plastica nel bicchiere è tale da richiedere che venga segnalato, come prevede la Direttiva SUP. La quantità presente però, non inficia sui requisiti della certificazione TUV tanto da non poter dichiarare il bicchiere non compostabile. Il bicchiere quindi, se conferito correttamente potrà essere trattato da un impianto di compostaggio.

 

 

Questo processo però fa sorgere un’ulteriore domanda: non ci sono rischi di aumentare la quantità di microplastiche già fin troppo presenti nell’ambiente?

Secondo quanto spiegato da Alessi al Salvagente non si può dire con sicurezza, ma è importante ridurre al minimo l’impatto degli imballaggi e rendere chiare il più possibile le indicazioni sullo smaltimento del prodotto per rendere il processo circolare.

Bicchieri monouso, meglio le alternative riutilizzabili

Insomma, i bicchieri cosiddetti “compostabili” con tutti questi bollini sarebbero effettivamente adatti al compost, anche se non è chiaro di quale tipo (se solo industriale o anche per quello da giardino). L’usa e getta comunque, andrebbe evitato per limitare quanto più possibile l’impatto ambientale e la produzione di rifiuti, preferendo alternative riutilizzabili come tazze in ceramica, bicchieri di vetro, borracce o thermos.

Anche il colosso del caffè Starbucks ha avviato una sperimentazione per introdurre le tazze riutilizzabili. In questo caso potrebbe essere solo greenwashing, ma se anche le multinazionali stanno – lentamente – abbandonando l’usa e getta, può essere possibile anche per noi.

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