L'agricoltura biodinamica compie 100 anni, a Roma riunito il mondo del biologico

L’agricoltura biodinamica compie 100 anni, a Roma riunito il mondo del biologico

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38° Convegno Internazionale della Biodinamica, dal 17 al 19 maggio a Roma focus sulla agroecologia.

L’agricoltura biodinamica compie 100 anni e viene celebrata nel 38° Convegno Internazionale della Biodinamica dal 17 al 19 maggio. Nell’ambito dell’evento, che si svolge a Roma, viene presentato il “Manifesto Terra non guerra” per una nuova agroecologia.

Nel corso del Convegno, occhi puntati al 2027, quando, secondo il Piano Strategico Nazionale, l’Italia dovrà raggiungere il 25% di suolo agricolo coltivato a biologico.

”Una revisione della Pac timida dal punto di vista sociale, perché non offre le giuste risposte alle richieste avanzate dalla ‘protesta dei trattori’. E rischiosa dal punto di vista ambientale, perché prevede una riduzione di tutti i presidi ambientali senza sanare davvero i problemi degli agricoltori – osserva in Carlo Triarico, presidente nazionale di AsabOltre a non incentivare i consumatori ad acquistare qualità”.

La revisione della Pac è il filo conduttore della tre giorni romana che vede la partecipazione di ricercatori, agricoltori e divulgatori di profilo internazionale. Jean-Michel Florin, consigliere della Biodynamic Federation e Nadia El-Hage Scialabba, ecologa, ex-dirigente della Fao e ricercatrice del Swette Center dell’Università statale dell’Arizona, sono alcuni dei nomi presenti al Convegno Internazionale.

“L’Italia è il primo esportatore europeo di prodotti biodinamici – aggiunge Triarico – conta circa 4.500 aziende agricole con una superficie media di 30 ettari che non fanno uso di pesticidi né sostanze chimiche di sintesi, nelle quali terreno, piante, animali, uomini e ambiente mirano all’autosufficienza. I nostri agricoltori riescono ad essere presenti sui mercati che contano, con prodotti di alta qualità e profonda competenza agronomica che tutelano la salute e l’ambiente. Questo è il modello produttivo sul quale scommettiamo per uscire da un momento in cui l’agricoltura non remunera più il lavoro, i costi produttivi diventano insostenibili e chiudono decine di migliaia di aziende agricole italiane”.

Il manifesto, già sottoscritto da numerosi esponenti mondiali dell’agroecologia, dà ampio spazio al ruolo degli animali in biodinamica, obbligatori in ogni azienda per puntare all’autosufficienza dei mezzi di produzione.

“Gli animali negli allevamenti intensivi pongono il problema non più rimandabile della sofferenza animale e delle patologie umane – conclude il presidente di Asab – In agricoltura biodinamica alleviamo animali in un organismo agricolo vivente, nel quale le vacche hanno un minimo di 5.000 mq a testa. Gli animali mangiano il foraggio aziendale, sono vietate le mutilazioni e la stabulazione fissa, i piccoli devono stare con la madre. Fare biodinamica significa rivedere in toto l’intero rapporto che l’uomo ha con gli animali e di conseguenza, generare una nuova forma di economia, circolare e solidale”.

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