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Finanza sostenibile, il documento tecnico dell’ISPRA

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In Italia, le imprese, le banche e gli investitori che dovranno fornire la rendicontazione ambientale saliranno da circa 200 a oltre 4.000: l’ISPRA interviene così al loro fianco.

I dati, gli indicatori e le stime parlano chiaro: è ormai innegabile che l’inazione climatica sia molto più costosa rispetto alla transizione energetica ed ecologica. Le risorse pubbliche, tuttavia, non bastano a centrare gli obiettivi di decarbonizzazione fissati a livello internazionale ed è necessario che concorrano anche i capitali privati. Per questo, c’è un quadro normativo europeo sulla finanza sostenibile a cui imprese, banche e investitori devono adeguarsi e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha redatto e presentato un documento tecnico indispensabile per la rendicontazione ambientale.

Oggi presentiamo un documento tecnico che accompagna imprese, investitori e banche a generare informazioni ambientali richieste dalla normativa europea. Presentiamo un corpo di 29 indicatori, non ci siamo inventati nulla perché partiamo da quelli previsti dalla normativa europea” – ha spiegato Maria Siclari, direttore generale di ISPRA – “Noi spieghiamo in modo dettagliato come arrivare a generare la documentazione: alle imprese mettiamo a disposizione molte informazioni, altre possono essere ottenute dai bilanci. Seguiamo una metodologia uniforme, che garantisce comparabilità dei dati e che si basa su una validazione scientifica del dato rappresentato. L’obiettivo finale è altissimo: realizzare una riconversione dei sistemi produttivi e permettere a tutti di raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica fissati al 2050“.

Non c’è dubbio che anche la finanza oggi è chiamata a dare un contributo verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Si tratta di cambiare complessivamente paradigma, abbiamo recepito le istanze del mondo finanziario, creditizio, delle imprese ma anche dei cittadini” – il punto di Stefano Laporta, presidente di ISPRA – “Con il documento di oggi vogliamo fornire metodologie, indicazioni e informazioni affinché gli investimenti siano orientati alla sostenibilità. Si tratta quindi di uno strumento di guida e di ausilio per le imprese, per i cittadini e per il mondo economico-finanziario affinché si possano valutare gli investimenti in base alla sostenibilità“.

Il quadro normativo europeo sulla finanza sostenibile è in continua evoluzione e se in Europa i soggetti interessati dalla rendicontazione saliranno da poco meno di 12.000 a circa 50.000, in Italia si moltiplicheranno ancora di più: da circa 200 a oltre 4.000.

Ci sono due fronti. Uno è quello dell’opportunità di mercato, c’è una consapevolezza maggiore dei consumatori sui temi ambientali, di conseguenza è un beneficio per l’azienda” – ha spiegato Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica – “C’è poi il vademecum di ISPRA che consente di partecipare a tutte le procedure nazionali ed europee che prevedono come vincoli tutta una serie di passaggi di garanzia ambientale e di obiettivi di decarbonizzazione, quindi azioni di mitigazione. Automaticamente, significa impiegare meno tempo ed essere certi di un percorso, quindi godere del vantaggio, che rappresenta un guadagno“.

Non vorrei dire che è una rincorsa, ma di fatto è un qualcosa in continua evoluzione. La norma europea di un anno fa oggi è già obsoleta, quello che prima avveniva in dieci anni oggi si fa in un anno” – ha aggiunto il ministro – “Va continuamente adeguato, anche perché cambiano le procedure, le scelte politiche e perché ci sono novità scientifiche e tecnologiche. Pensate all’intelligenza artificiale: questo è forse l’ultimo, ma il più eclatante“.

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