Allevamenti intensivi, dagli USA un vaccino anti-metano contro il riscaldamento globale

Allevamenti intensivi, dagli USA un vaccino anti-metano contro il riscaldamento globale

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Una startup statunitense sta sperimentando un farmaco che abbatterebbe le emissioni di metano generate dai bovini da allevamento

Tra tutte le attività umane che generano emissioni di gas serra – emissioni, cioè, che sono alla base dei cambiamenti climatici – quella meno intuitiva è senz’altro l’allevamento. Eppure secondo diversi studi, gli allevamenti intensivi sono la causa del 79% delle emissioni di gas serra nel settore dell’agroalimentare.

Emissioni che dipendono per la maggior parte dalle fermentazione enterica, cioè il processo digestivo degli animali che produce una grande quantità di gas di scarto, in particolare metano.

Per abbattere la quantità di questi gas immessi nell’ambiente dai bovini degli allevamenti intensivi, una startup statunitense, la ArkeaBio, sta sperimentando un farmaco che agisce sui microrganismi responsabili del rilascio di metano presenti nell’apparato digerente degli animali.

Questo farmaco – una sorta di vaccino anti-metano – è ancora in fase sperimentale ma potrebbe entrare in commercio già nel giro di un paio d’anni. E ovviamente non mancano le polemiche.

Perché se da una parte c’è chi – come Bill Gates – appoggia questo approccio contro il riscaldamento globale anche con lauti investimenti, dall’altra c’è chi teme che la somministrazione di farmaci di questo tipo agli animali destinati alla nutrizione umana possa avere delle conseguenze sulla salute.

E poi resta il fattore etico. Gli allevamenti industriali sono considerati da più parti come non sostenibili per la vita degli animali che, in contesti di allevamento intensivo sono sottoposti a sofferenze e sfruttamento. In quest’ottica, dunque, la vera soluzione alle emissioni di metano generate dagli allevamenti è la modifica della propria dieta con una diminuzione sostanziale dell’assunzione di carne.

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