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Pratiche commerciali scorrette per attirare sempre più clienti. Nuova denuncia per Temu

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Il colosso cinese Temu ancora al centro delle polemiche. Questa volta la denuncia arriva dalla Svizzera.

Temu, la piattaforma di vendita online cinese di articoli a basso prezzo, è diventata, insieme a Shein, una dei principali colossi del fast fashion. La rapida ascesa dei due rivenditori di e-commerce, sempre più in competizione per garantire rapidità nelle consegne ai propri consumatori, sta intasando il settore globale del trasporto aereo di merci.  Shein e Temu, infattim insieme inviano quasi 600.000 pacchi negli Stati Uniti ogni giorno.

Dopo la denuncia di Altroconsumo, in seguito ad un’indagine su 28 prodotti acquistati su Temu in cui è emerso che molti di essi non rispettavano le normative dell’Unione Europea, l’e-commerce finisce nuovamente al centro delle polemiche.

Questa volta è l’associazione di categoria Swiss Retail Federation (SRF), insieme ad altre organizzazioni, a presentare una denuncia per pratiche commerciali scorrette presso la Segreteria di Stato dell’economia (Seco) contro Temu Svizzera.

“Sussiste il notevole sospetto che la società faccia uso di pubblicità illegale, con sconti percentuali e prezzi barrati, nonché di pubblicità con offerte al di sotto del prezzo di costo e informazioni fuorvianti sulla disponibilità dei prodotti”, ha indicato all’agenzia Awp Dagmar Jenni, direttrice dell’associazione a cui fanno capo numerosi marchi, confermando una notizia diffusa oggi dal Tages-Anzeiger.

Secondo SRF inoltre sul sito e nell’app di Temu le nuove offerte sono di solito etichettate come quasi esaurite o presentano una quantità di articoli rimasti limitata a 5 esemplari, cosa che l’impresa deve essere in grado di dimostrare.

Perchè non bisogna acquistare da piattaforme come Temu?

“I consumatori devono imparare a farsi delle domande. Quando una cosa costa troppo poco forse c’è un motivo. La caratteristica di Temu è che offre, inoltre, un sacco di cose di cui non si ha veramente bisogno, facendo leva sull’acquisto impulsivo.spiega a TeleAmbiente Silvia Gambi, giornalista e fondatrice di Solo Moda Sostenibile,Il consumatore si giustifica parlando di crisi economica, necessità di spendere meno. Ma credo ci sia l’esigenza, intanto, di spendere in cose che siano davvero necessarie. Si tratta di modelli di business dove non c’è un negozio fisico, ma solo online, e questo spiega perchè il marketing è così aggressivo e si cerca di indagare e di raccogliere più informazioni possibili sul comportamento del consumatore”.

“Per il competitor Temu, abbiamo scoperto che i capi arrivano in Italia direttamente dalla Cina via aerea, impiegando pochi giorni per essere spediti. – afferma Giuseppe Ungherese, Responsabile Campagna Inquinamento Greenpeace Italia – Ogni pacchetto percorre, solo nel viaggio di andata, circa 10mila km, con un equivalente impatto in termini di CO2. Basso costo dei prodotti, alto costo ambientale”.

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