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Dieta Mediterranea, lanciato il manifesto per promuoverla e preservarla

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Dal 24 al 26 maggio di è chiuso a Paestum, in provincia di Salerno, la terza edizione del DMED – Salone della Dieta Mediterranea

Il progetto DMED – Salone Dieta Mediterranea, che quest’anno si è svolto a Paestum dal 24 al 26 maggio, trae ispirazione dal valore rappresentato dalla Dieta Mediterranea per lo sviluppo sostenibile dei territori, soprattutto alla luce del riconoscimento di patrimonio immateriale dell’Unesco. Quelli a Paestum sono stati tre giorni di eventi, approfondimenti, talk, masterclass, cooking show e spettacoli.

Al termine dell’evento è stato presentato il Manifesto della Dieta Mediterranea, un documento che ha l’obiettivo di promuovere, in chiave innovativa ed inclusiva, i valori dello stile mediterraneo di tutto il bacino italiano che affaccia sul Mare Nostrum. Per raccontare alcuni dei punti contenuti nel documento a Rapporto Mondo è intervenuta Loredana Parisi che è la Direttrice del Salone Dieta Mediterranea. “Il manifesto – ha spiegato Parisi – è la manifestazione concreta dell’impegno, della fattività e della concretezza del progetto, perché DMED si propone di essere il collettore delle esperienze nazionale e internazionali sul tema. Quindi impegno, fattività e concretezza che sono tre parole ben espresse nel documento, insieme alla consapevolezza, sono quelle che guidano sia i cittadini sia le istituzioni perché la dieta mediterranea diventi parte del nostro quotidiano”.

Tuttavia anche la dieta mediterranea è messa a rischio dai cambiamenti climatici, che colpisce ogni anno più duramente le coltivazioni e la produzione dei prodotti tipici. Come fare dunque per l’adattamento al clima? “Questo fronteggiare il cambiamento climatico è legato alla tutela e valorizzazione della biodiversità che ha delle caratteristiche fondamentali, ossia quelle che rendono i territori unici. Noi oltre agli strumenti adottati a livello internazionale, come la tradizione energetica, l’evitare allevamenti intensive o colture intensive che impoveriscono il terreno e sono il contrario di quanto promosso dalla dieta mediterranea, abbiamo la necessità di conoscere, conservare la biodiversità” ha detto ancora Parisi.

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