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Roma, incendio a San Basilio: interviene Arpa. Migliora l’aria a Magliana

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Il rogo, visibile in tutte le zone limitrofe fino a questa mattina, divampato in un capannone di una ditta di autotrasporti. Si teme per la qualità dell’aria.

Ancora incendi a Roma, questa volta in zona San Basilio. Un capannone di proprietà di una ditta di autotrasporti, in via Scorticabove, è andato a fuoco nella tarda serata di martedì 25 giugno. Le fiamme si sono estese per un’area di circa 3.000 m² e hanno bruciato materiali di vario genere. Fortunatamente, non ci sono stati feriti, ma un’enorme colonna di fumo nero si è alzata in cielo rimanendo visibile in tutte le zone limitrofe anche diverse ore dopo. Le operazioni di spegnimento sono andate avanti per tutta la giornata di mercoledì 26 giugno con varie autopompe serbatoio e autobotti, una kilolitrica e diversi mezzi di movimento terra.

Tutte da chiarire le cause dell’incendio, anche se ora la maggior preoccupazione riguarda l’impatto ambientale e sulla salute dei cittadini. Proprio a causa dell’eterogeneità dei materiali andati a fuoco, sul posto è già intervenuta per i sopralluoghi Arpa Lazio, che ha installato alcuni campionatori mobili per rilevare la qualità dell’aria. I primi risultati, tuttavia, non dovrebbero essere disponibili prima di giovedì o venerdì.

Intanto, Arpa Lazio ha pubblicato i dati relativi al terzo giorno di campionamenti per l’incendio divampato nei pressi di un campo nomadi tra via Asciano e il Viadotto della Magliana. Nel complesso, la qualità dell’aria rilevata dalle centraline mobili appare migliorata. Nelle prime 24 ore dopo il rogo, la concentrazione di inquinanti nell’aria era stata decisamente preoccupante, con livelli di diossine, idrocarburi policicli aromatici e policlorobifenili nettamente al di sopra dei limiti di legge o comunque della soglia di tollerabilità definita dall’Oms. Dopo 72 ore, tuttavia, la concentrazione di diossine era scesa da 38 a 0,25 picogrammi per m³, quella degli idrocarburi policiclici aromatici da 5 a meno di 0,1 nanogrammi per m³. Resta relativamente alto, anche se non esistono limiti fissati per legge, il livello dei policlorobifenili: nei tre giorni dopo l’incendio, la concentrazione è passata da 1.130 a 250 picogrammi per m³.

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