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Cina e Stati Uniti: le due facce delle missioni spaziali

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Se da una parte la Cina sta collezionando un successo dopo l’altro, gli Stati Uniti sono in difficoltà e fanno i conti con l’arrivo dei privati

La Cina sempre più alla conquista dello spazio. Lo stato asiatico sta infatti collezionando un successo dietro l’altro, a cominciare dalla missione Chang’e 6 che ha riportato sulla Terra due chili di campioni del suolo e sottosuolo lunare, un primato assoluto mai raggiunto prima. Giorgio Di Bernardo, giornalista aerospaziale, racconta co si è svolta la missione lunare: “La missione è stata molto articolata perché ha riprodotto in automatico le missioni Apollo degli anni 70: lancio, messa in orbita, si è sganciato il lander, prelievi del suolo lunare, ripartenza automatica dell’astronave che è arrivata in orbita, si è riagganciata a un altro elemento che stava aspettando e i campioni sono tornati a Terra. il rientro non è stato come quelli che avvengono di solito in modo dritto, ma hanno fatto prima un rimbalzo in modo da perdere energia e poi sono rientrati”.

Il futuro della Cina

Cosa faranno ora i cinesi dopo questo successo clamoroso? “Invieranno altre due sonde Chang’e 7 e Chang’e 8 – continua Di Bernardo – quest’ultima tenterà di costruire con il suolo lunare dei piccoli pezzetti per vedere se, sfruttando il suolo lunare, è possibile costruire abitazioni per gli astronauti. I cinesi hanno detto che lo faranno entro il 2030 e sono convinto che al 90% sulla Luna ci torneranno prima i cinesi che hano dimostrato qualità tecnologiche impressionanti”.

La crisi degli Stati Uniti

Se da una parte la Cina colleziona successi e studio il ritorno dell’uomo sulla Luna, dall’altra gli Stati Uniti stanno attraversando un periodo di stallo, segnato da una serie di ritardi nelle missioni programmate. Tra queste c’è la capsula Starliner, sviluppata dalla Boeing per la NASA. Ma come mai la Boeing e la NASA stanno attraversando questa crisi? Spiega ancora Giorgio Di Bernardo: “La Boeing perché ha cambiato approccio: da ingegneristico a commerciale e i livelli di sicurezza si sono abbassati e questi si vede non nello spazio, ma anche nell’aviazione. Tutto questo viene imputato a una riduzione dei controlli di qualità. Anche ingegneristicamente non si sono tentate strade nuove. Sia la Nasa sia la Boeing non hanno investito nell’innovazione e si sono fermate su quello che avevano e hanno continuato a sviluppare razzi basati sull’esistente. Questo è un approccio conservativo, diverso dall’approccio di Elon Musk per esempio”.

L’arrivo delle aziende private nello spazio

In questo contesto si inseriscono le aziende private, con Elon Musk e la sua SpaceX in prima fila, che stanno ottenendo dei buoni successi e, in questo modo, stanno anche risvegliando l’attenzione verso le missioni spaziali: “In questi ultimi mesi non vediamo altro che l’ingresso dei privati, SpaceX ha fatto cose incredibili negli ultimi anni, ma ci sono anche la Sierra Space che sta sviluppando un piccolo shuttle che potrà portare fino a sette astronauti sulla ISS e può tornare in orbita planando. Poi c’è la Blue Origin che sta sviluppando una capsula. Tutte queste industrie sono vicine al primo lancio di prova” conclude Di Bernardo.

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