Se in futuro aumenterà la presenza di batteri nei frutti di mare il colpevole è sempre lui, il cambiamento climatico.
L’aumento delle temperature, che appare al momento inarrestabile, porterà la proliferazione dei batteri di genere vibrio, lo afferma l’Efsa, l’Autorità europea per la Sicurezza Alimentare. Il fenomeno è diffuso in particolar modo nelle acque salmastre o a bassa salinità. Un problema non da poco se si pensa che tali vibrioni risultano essere sempre più spesso anche resistenti agli antibiotici.
I vibrioni, sono batteri acquatici capaci di causare forti gastroenteriti e infezioni gravi se si ingeriscono frutti di mare crudi o poco cotti.
Secondo i dati riportati dall’Efsa negli ultimi vent’anni in Europa c’è stato un aumento delle infezioni causate dal batterio e i numeri sono destinati ad aumentare ulteriormente. Tra le regioni più a rischio vi sono il Mar Baltico, il Mare del Nord e il Mar Nero.
Si raccomanda quindi il consumo di frutti di mare solo cotti per le persone più vulnerabili mentre si esorta a non interrompere la catena del freddo per i prodotti destinati a essere consumati crudi.


