Troppo ghiaccio per le Olimpiadi di Parigi. Alcuni ricercatori criticano le 650 tonnellate di ghiaccio richieste a scopo medico: “Mette a dura prova le risorse locali”.
In occasione dei Giochi Olimpici, l’utilizzo del ghiaccio è cresciuto sempre di più col passare degli anni, ma non per rinfrescare drink. Per le Olimpiadi di Parigi si prevede l’utilizzo di una quantità di ghiaccio pari a 650 tonnellate (450 per le Olimpiadi e 200 per le Paralimpiadi). Inizialmente la richiesta di ghiaccio era decisamente più alta: 1624 tonnellate, per un costo di 2,5 milioni di euro. Una cifra rivista poi al ribasso.
Ma a cosa serve tutto questo ghiaccio? Servirà principalmente per la crioterapia, un metodo molto utilizzato dagli atleti e dal loro team non solo per gli infortuni, ma anche per gestire malattie e velocizzare il recupero. Una pratica “i cui benefici non sono basati sull’evidenza”, affermano i ricercatori in un editoriale pubblicato sul British Journal of Sports Medicine.
Senza contare l’impatto ambientale del “livello straordinario” di ghiaccio richiesto, di gran lunga superiore a quello di Tokyo 2020. Ai Giochi di quattro anni fa, sono state consegnate alle sedi di gara 22 tonnellate di ghiaccio per scopi medici e altre 42 al Villaggio Olimpico, contro le 650 richieste quest’anno.
Nell’editoriale, gli accademici provenienti da Francia, Qatar, India e Svizzera hanno ricostruito il percorso del ghiaccio verso Parigi, arrivando alla conclusione che è dannoso per il pianeta. Tutto questo materiale richiede infatti una grande quantità di risorse: acqua ed energia per la produzione, stoccaggio e trasporto.
Ghiaccio alle Olimpiadi, sempre più usato per il recupero degli atleti
Nonostante l’efficacia di questa pratica non sia comprovata, nel susseguirsi delle Olimpiadi l’uso della crioterapia è aumentato. Se ad Atene 2004 e Londra 2012 l’immersione in acqua fredda ha rappresentato circa il 10% dei trattamenti prescritti dai fisioterapisti negli ambulatori olimpici, a Rio 2016 la percentuale è salita al 44%, soprattutto a scopo di recupero (98%) e per gli infortuni.
Inoltre, secondo i ricercatori “il ghiaccio potrebbe avere l’effetto opposto a quello atteso, come ritardare la rigenerazione dei tessuti o compromettere il recupero”.
650 tonnellate di ghiaccio a Parigi 2024, gli esperti: “Considerare i costi ambientali”
La richiesta di tutto questo ghiaccio poi, non garantisce che venga effettivamente utilizzato, aggiungendo quindi il potenziale spreco del materiale nel computo dell’impatto ambientale.
“L’uso del ghiaccio alle Olimpiadi estive – scrivono gli esperti – ha raggiunto livelli straordinari, mettendo potenzialmente a dura prova le risorse locali e regionali. La comunità della medicina dello sport e dell’esercizio fisico ha bisogno di dati più precisi sulla quantità effettiva di ghiaccio consumato durante i grandi eventi sportivi, per quali scopi e con quali costi finanziari e ambientali”.
Nella pianificazione della fornitura del ghiaccio “gli organizzatori dovrebbero puntare a ridurre al minimo l’uso di pratiche non basate sull’evidenza e a promuovere una migliore sostenibilità“, concludono gli scienziati. Proprio la sostenibilità per Parigi 2024 è tra gli obiettivi principali, dato che l’organizzazione ha pensato a limitare l’impatto ambientale dell’evento in (quasi) tutti gli ambiti. Il ghiaccio però, gli è sfuggito.


