Acque minerali, quasi tutte contengono pesticidi. Il test del Salvagente

Acque minerali, quasi tutte contengono pesticidi. Il test del Salvagente

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Cosa ci beviamo? Secondo il test della rivista Il Salvagente quasi l’80% delle acque minerali analizzate contiene pesticidi.

L’Italia è tra i maggiori consumatori di acqua minerale in bottiglia al mondo, secondi solo al Messico. Anche se recenti dati confermano che l’acqua del rubinetto è sicura da bere nella quasi totalità dei casi, gli italiani non vogliono rinunciare all’acqua in bottiglia. Ogni anno ne consumiamo 252 litri a testa. Ma siamo sicuri che l’acqua in bottiglia sia priva di sostanze chimiche e pesticidi? L’inquinamento chimico non riguarda solo l’acqua del rubinetto.

È quanto dimostra la rivista Il Salvagente, che ha effettuato un nuovo test sulle principali acque minerali presenti in commercio in Italia. L’analisi per verificare la trasparenza delle acque – al di là delle trovate pubblicitarie delle aziende per cui sgorgano “da sorgenti incontaminate” – mostra che quasi nessuna è salva dall’inquinamento chimico. Ecco quali sono i marchi portati in laboratorio.

Il Salvagente, su 18 acque testate 14 contengono pesticidi

I test sono stati effettuati su alcuni dei marchi più popolari: Panna, Levissima, Sant’Anna, Rocchetta, Saguaro (Lidl), Ferrarelle, San Benedetto Popoli Fonte Primavera, Lete, Guizza Fonte Vallereale, Uliveto, Eva, Vitasnella, Brioblu, Fiuggi, San Pellegrino, Fonte Essenziale, Lauretana e Evian.

Il 77,7% dei campioni ha mostrato tracce di pesticidi. La rivista specifica che non c’è nessuna violazione legale: le norme stabiliscono come soglia limite 0,1 microgrammi al litro per singolo pesticida, e 0,5 per la somma di tutti gli antiparassitari presenti. In nessuno dei test effettuati sulle sostanze (singolo o complessivo) sono state superate queste soglie.

In 14 bottiglie su 18 però, i pesticidi ci sono. In alcuni casi – Guizza, San Pellegrino e Levissima – ne sono stati trovati anche 4 diversi tipi. Si tratta di interferenti endocrini (Propiconazole e Cypermethrins) o sostanze che possono degradare in composti cancerogeni (Biphenyl).

Dai risultati delle analisi sono uscite indenni solo 4 marche: Acqua Panna naturaleSan Benedetto Ecogreen naturale, Evian naturale in vetro e Fonte essenziale naturale (non adatta a tutti per la quantità di minerali).

L’inquinamento chimico quindi, non risparmia neanche le sorgenti. Va detto però che non sempre i produttori sono al corrente delle contaminazioni, poiché l’elenco delle sostanze da monitorare gli viene fornito dalle Agenzie regionali di protezione ambientale.

Ciò che appare chiaro dall’analisi della rivista, è che ormai non ci sono più luoghi incontaminati, che non presentano tracce di tutta la chimica che continuiamo ad usare.

Quindi oltre alle microplastiche, alcune acque minerali sono “condite” anche con i pesticidi.

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