Persino i granchi blu stanno morendo di caldo.
Il fenomeno denunciato da Fedagripesca-Confcooperative, avviene a Orbetello dove il caldo estremo dell’acqua ma anche dell’aria causa la morte dei pesci per asfissia e non risparmia i temuti granchi blu che da qualche anno sono diventati un problema per la sopravvivenza dei pesci e soprattutto delle vongole coltivate.
Si tratta di una situazione estrema che interessa le lagune, anche nell’oristanese si sta verificando una strage di pesci.
Gilberto Ferrari, Fedagripesca-Confcooperative, spiega così il fenomeno: “Tutti gli ambienti umidi che fanno notare profondità d’acqua non molto pronunciate come Orbetello, in cui oscilliamo tra 1 e 2 metri d’acqua, producono surriscaldamento molto forte. Da molti giorni l’alta pressione è stabile, non c’è pioggia né molto vento. Questo fa sì che il ricambio d’acqua sia molto poco, la presenza di alghe sottrae grandi quantità di ossigeno per cui si crea anossia e i pesci muoiono, è una sofferenza che colpisce anche altre aree umide sottoposte al rischio di anossia”.
Ma i granchi blu continuano ad essere un pericolo nel resto delle nostre acque.
“I granchi non sono per niente in fase di regressione – ribadisce Ferrari- abbiamo notato in uno dei punti n cui la laguna di Orbetello è legata col mare, l’unico punto in cui i granchi sono morti, perché si tratta di una specie robusta in grado di sopportare gli stress meteorologici più di ogni altra specie, la zona del delta del Po è flagellata da oltre un anno da questa emergenza e altre zone stanno vivendo emergenze analoghe, in questi giorni si è parlato anche di altre specie cattive per gli agricoltori come il vermocane che sta infestando i quadranti meridionali del Mediterraneo.“
Sebbene siano già stati stanziati 10 milioni di euro per assistere le realtà dell’Adriatico più danneggiate dalla specie alloctona, l’emergenza non accenna a diminuire. Il Fondo è servito agli operatori del settore per avviare la semina, ripopolare e proteggere gli impianti danneggiati dal granchio, una delle specie esogene più invasive nel Mediterraneo.
I danni causati da granchio nell’ottobre scorso ammontavano a 100 milioni.
Nel Delta del Po il granchio si adatta alla scarsità di prede nutrendosi di alghe e in questo modo aiuta a tenere pulite le acque. Ma l’emergenza è innegabile tanto che in contesti come Taranto si calcola che l’80% delle cozze sia a rischio.
Fedagripesca denuncia la mancanza di una filiera di stoccaggio che impedisce di mettere in salvo il prodotto per poter attendere prima di venderlo.
La situazione, anche quest’anno è drammatica basti pensare che “Per ogni vongola che viene allevata ci sono almeno 100 granchi pronti a mangiarla.” Quest’anno l’allevamento di vongole è ripartito al 10%.
Intanto c’è chi ha iniziato a vedere il potenziale commerciale dei granchi come la start up riminese che ha spedito 16 tonnellate di granchi blu negli Stati Uniti d’America. L’Assessore Alessio Mammi: “Vogliamo trasformare un’emergenza in un’opportunità”.
Ma per Confcooperative Agripesca l’unica vera soluzione consiste nella protezione dal granchio: “Abbiamo fatto delle similitudini con altre realtà che hanno scoperto di avere i granchi blu e hanno saputo coglierne gli aspetti positivi, – ricorda Ferrari- ma sono realtà che rispetto alla nostra un punto di partenza incommensurabilmente più basso. Paesi come la Tunisia in cui non era stato raggiunto il livello di benessere che invece c’è nella zona di Goro, Comacchio, Gorino, Porto Tolle e che evidentemente hanno subito un’involuzione economica e sociale pazzesca. A quel punto uno le prova tutte, anche provare a lanciare sul mercato il granchio, ma non si tratta della soluzione, solo le specie di dimensioni maggiori si prestano alle preparazioni in cucina e comunque nulla a che vedere con la nostra vongola. L’Italia era, e noi continuiamo a sperare che lo sia anche domani, la prima produttrice della vongola verace in tutta Europa. Queste aree adesso non accettano questa situazione. I ristori sono una componente importante ma soprattutto i rimedi servono a fare ripartire l’economia. Si tratta di un mix tra soluzioni che l’inventiva umana del pescatore può trovare applicata a determinate aree. Bisogna proteggersi dal granchio, abbiamo provato a mettere delle reti ma il granchio le distrugge e bisogna cominciare sempre da capo.”


