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Incendi a Roma, i dati (preoccupanti) di Arpa Lazio

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Le rilevazioni della qualità dell’aria dimostrano che i due roghi hanno effettivamente generato elevate quantità di sostanze inquinanti, pericolose per la salute. 

Arrivano i primi risultati di Arpa Lazio sul monitoraggio della qualità dell’aria a Roma dopo gli incendi di Ponte Mammolo e Monte Mario, divampati la settimana scorsa.

Per quanto riguarda il rogo che ha interessato un’area privata nella riserva della Valle dell’Aniene, l’allerta ambientale sta gradualmente rientrando e i valori degli inquinanti, decisamente preoccupanti nelle ore successive a domenica 28 luglio, sono in netto calo. Il picco era stato raggiunto tra il 29 e il 30 luglio con 92 pg/m³ di diossine e 3,6 ng/m³ di benzo(a)pirene, e tra il 31 luglio e il 1 agosto con 2700 pg/m³ di policlorobifenili (PCB). Va ricordato che non esistono limiti di legge specifici per i vari inquinanti e sono le linee-guida dell’Organizzazione mondiale della sanità a definire l’impatto ambientale e sulla salute che, nei primi giorni dopo l’incendio a Ponte Mammolo, è stato indubbiamente significativo. Per le diossine, ad esempio, la soglia d’allerta definita dall’Oms è di 0,3 pg/m³.

Tutti i valori degli inquinanti sono poi scesi nelle ore successive, anche se le ultime misurazioni dimostrano che l’aria è ancora fortemente inquinata. Resta quindi in vigore l’ordinanza del sindaco Roberto Gualtieri che vieta il consumo di alimenti di origine vegetale e animale, il pascolo o il razzolamento degli animali da cortile e l’utilizzo di foraggi e cereali destinati al bestiame e raccolti in un raggio di un km dal luogo dell’incendio. Inoltre, in un raggio di due km, si raccomanda di lavare accuratamente frutta e verdura prima del consumo, di pulire e lavare balconi e davanzali, oltre ai filtri dei climatizzatori.

Meno preoccupanti, ma comunque da non sottovalutare, i dati relativi all’incendio avvenuto mercoledì 31 luglio sulla collina di Monte Mario. Arpa Lazio conferma infatti che, seppur di poco, la concentrazione di diossine nell’aria nel campionamento dal 2 al 3 agosto è superiore al limite d’allerta stabilito dall’Oms: per la precisione, 1 pg/m³. Meno preoccupante il livello degli idrocarburi policiclici aromatici come il benzo(a)pirene, mentre non è affatto trascurabile quello dei policlorobifenili (PCB): 780 pg/m³ dall’1 al 2 agosto, mentre per le 24 ore successive l’analisi è ancora in corso.

Intanto, proseguono le indagini per stabilire le cause di entrambi gli incendi: nel caso di Ponte Mammolo, la pista dolosa appare quasi una certezza, mentre la stessa ipotesi è probabile, ma andrà confermata, anche per quanto riguarda il rogo di Monte Mario.

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