Siamo solo nella prima fase dell’intervento e c’è ancora moltissimo da fare. Questa estate, più di altre, ha dimostrato il pericoloso legame tra gli incendi e lo sversamento illecito di materiali di ogni genere.
A Monte Mario l’intervento è stato tardivo e consentirà di mettere in sicurezza solo l’area risparmiata dal maxi incendio del 31 luglio scorso. Ma nelle altre zone di Roma proseguono le bonifiche e anche gli sgomberi degli insediamenti abusivi, con l’obiettivo di evitare che quanto accaduto nella riserva naturale poco meno di un mese fa possa ripetersi.
Dopo i sopralluoghi di una settimana fa, Roma Capitale ha deciso, a Monte Mario, di rimuovere gli insediamenti abusivi monitorando, anche tramite droni, tutta la zona, per rilevare la concentrazione dei rifiuti. La Giunta capitolina, grazie ai fondi per il Giubileo, ha già messo a dimora 200 nuovi pini, ed ora sta ripristinando le staccionate e le sedute nell’area del Belvedere, oltre al sentiero della via Francigena. Per adesso, si è nella fase della rimozione delle baracche abusive, mentre servirà un altro mese per completare la bonifica.
Le operazioni di bonifica e di rimozione dei rifiuti sono andate avanti, lo scorso fine settimana, anche nella zona della Muratella e in via Isacco Newton. Alla fine, sono stati rimossi oltre 3.000 m³ di rifiuti di ogni genere, che sono andati a riempire addirittura cento container: carta, plastica, legno lavorato, bombole del gas, fornelletti da campo e carcasse di alberi. Si tratta, tra l’altro, solo di una parte, quella più evidente e concentrata proprio all’interno e nei pressi degli insediamenti abusivi. Un problema ambientale non trascurabile che, in caso di incendio, può trasformarsi rapidamente in un disastro, con conseguenze inimmaginabili sia sull’ambiente che sulla salute dei cittadini.
A Roma, però, il problema appare particolarmente sentito. La Capitale può vantare un patrimonio verde con pochi eguali al mondo, ma la mala gestione che va avanti da tanti anni contribuisce ad aggravare la situazione. Gli incendi, quasi sempre, sono di natura dolosa e complici anche i rifiuti abbandonati illecitamente e la vegetazione sempre più secca, i loro effetti diventano sempre più devastanti (come nel caso del ‘Pratone’ di Torre Spaccata). Anche per questo, Roberto Gualtieri ha chiesto ai cittadini di segnalare qualsiasi comportamento sospetto e al governo di sbloccare più fondi per fronteggiare l’emergenza delle discariche abusive (il Campidoglio, in un anno, ha più che raddoppiato la cifra che finanzia le bonifiche da parte di Ama, passando da 2,3 milioni di euro nel 2023 ai circa 5 di quest’anno).


