incendi roma vigili del fuoco adriano de acutis

Incendi a Roma, il comandante dei VV.F. smentisce Gualtieri: “Più colposi che dolosi”

Tabella dei Contenuti

Adriano De Acutis: “La mancata manutenzione è una delle cause principali dei roghi, non abbiamo avuto tregua e ci servirebbero 400 uomini in più”.

Raramente, a Roma, l’emergenza incendi è stata grave come in questa estate del 2024. Un problema gravissimo sotto ogni punto di vista: ambientale, della biodiversità e della salute dei cittadini. E come se non bastasse, oltre al dramma dei roghi, si è arrivati a sfiorare la tragedia come in occasione dell’incendio a Torre Spaccata. Il sindaco, Roberto Gualtieri, dopo gli incendi divampati in varie aree della Capitale, Monte Mario in primis, si era affrettato a dichiarare, ancora prima della chiusura di una prima fase delle indagini, che quei roghi fossero di chiara origine dolosa. A smentirlo, però, c’è Adriano De Acutis, comandante di Roma dei vigili del fuoco.

Ci sono stati molti incendi a Roma in quest’estate, ma a Monte Mario, ad esempio, non abbiamo riscontrato nulla di doloso. Gli accertamenti riconducono a fatti colposi, con fuochi partiti probabilmente dalle tendopoli. Purtroppo è semplice che accada: basta un braciere non controllato e le fiamme si propagano velocemente, anche per le condizioni della vegetazione che non era curata correttamente, senza sfalci o manutenzione” – ha spiegato l’ingegner De Acutis in un’intervista al Corriere della Sera – “L’aspetto doloso è più difficile da riscontrare, rileviamo soprattutto aspetti colposi, legati all’incauto utilizzo del fuoco e alla mancata cura del verde. Disattenzione e negligenza sono dannose, è stata una delle estati più pesanti, ma non completamente fuori dalla statistica. L’emergenza però è protratta nel tempo, la vera difficoltà è che stiamo lavorando senza sosta e da molto“.

Discariche abusive e baraccopoli sono un grande problema. Soprattutto le prime, ne troviamo continuamente durante le operazioni di spegnimento. Penso a Ponte Mammolo, ma anche a Monte Mario. Durante il sopralluogo con il sindaco Gualtieri abbiamo trovato piccole braci ancora fumanti e nuovi depositi di materiali infiammabili appena abbandonati. Chi agisce così non ci dà tregua” – ha aggiunto il comandante dei vigili del fuoco di Roma – “Marco Mariotti, il collega ricoverato dopo l’incendio a Torre Spaccata, per me è un fratello. È ancora presto per accertarne le cause, il nostro nucleo investigativo sta valutando le immagini termografiche, che forniscono elementi sul calore irradiato in un’area. Stiamo anche raccogliendo filmati e foto e sono ancora in corso le nostre ricognizioni, nei prossimi giorni andremo a illustrare i risultati in Procura. Come è noto, abbiamo trovato residui di fuochi d’artificio, ma dubitiamo possano essere l’origine del rogo“.

Le parole di Adriano De Acutis, quindi, smentiscono le dichiarazioni rilasciate a caldo da Roberto Gualtieri. Il vero problema, a Roma, riguarda la mancata manutenzione e lo scarso controllo del territorio, aree verdi in primis. E lo dimostra anche l’ingente quantità di rifiuti e altro materiale combustibile raccolti negli scorsi giorni durante le bonifiche di altre aree verdi già interessate dai roghi o comunque a rischio incendi. Oltre al problema locale, dipendente in primis dal Campidoglio, c’è però un’altra criticità, che dipende però dal Ministero dell’Interno: la carenza di personale.

In tutta la provincia di Roma, abbiamo una carenza di almeno 400 vigili del fuoco. Un potenziamento del corpo della Capitale serve, specialmente in vista del Giubileo. Non possiamo stare qui a sperare che la prossima estate sia piovosa” – ha spiegato Adriano De Acutis – “I sindacati lanciano da tempo allarmi sulle carenze di organico e hanno ragione. Abbiamo una quantità di personale che non copre la pianta organica, anche perché l’Aib, la campagna antincendio boschiva, è fatta in straordinario e aggrava lo stress psicofisico dei ragazzi. Per gestire correttamente gli interventi ed essere in linea con le tabelle delle piante organiche, ci servono 400 uomini in più“.

Pubblicità
Articoli Correlati