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Clima, Pecoraro Scanio: “Estate da incubo, il governo riferisca in Parlamento”

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L’affondo dell’ex ministro e presidente della Fondazione UniVerde: “Questa emergenza rischia di costarci centinaia di miliardi di euro, il governo deve dare risposte”.

L’estate del 2024 sarà ricordata in Italia non solo per le temperature sempre più alte e insopportabili, ma anche per l’enorme varietà dei fenomeni estremi in tutto il Paese. Il Sud sta fronteggiando ondate di calore e una siccità che stanno mettendo in ginocchio l’economia, il Nord è stato invece attanagliato da bombe d’acqua, grandinate e venti di tempesta.

Sempre più spesso, si fa la conta dei danni, e talvolta il bilancio include purtroppo anche vite umane. I costi dell’inazione climatica, ormai, sono destinati a surclassare nettamente quelli di una transizione ecologica ed energetica non più rimandabile. Il governo, però, nella migliore delle ipotesi sottovaluta il problema ed è per questo che Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell’Agricoltura ed ex ministro dell’Ambiente, oggi presidente della Fondazione UniVerde, chiede all’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni di riferire in Parlamento.

Questa estate sarà molto probabilmente la più calda di sempre, tra umidità, calore e temperature elevate per un periodo di tempo lunghissimo. Gli eventi estremi si sono succeduti dalle Alpi fino all’estremo Sud, di fronte a questo il governo deve rispondere e dire al Parlamento cosa vuole fare” – l’affondo di Alfonso Pecoraro Scanio – “Non è possibile che si discuta di manovra finanziaria, di economia, di risparmi, di tagli drammatici, senza dire nulla sulla catastrofe climatica che rischia di costare al Paese centinaia di miliardi di euro. Questa è un’emergenza su cui il governo deve dare risposte“.

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