Dopo aver partecipato al corteo di Fridays For Future a Milano, l’attivista svedese ha visitato l’impianto di Campi Bisenzio e seguito l’assemblea degli operai in lotta per il loro futuro e per la reindustrializzazione verde dal basso.
Fine settimana in Italia per Greta Thunberg, che venerdì scorso ha partecipato al corteo per il clima di Fridays For Future a Milano e nella giornata di sabato 12 ottobre ha visitato lo stabilimento dell’ex Gkn di Campi Bisenzio (Firenze), dove si è tenuta un’assemblea degli operai in lotta da lungo tempo.
Nonostante un’incertezza sul futuro ormai cronica, con gli operai che sono da tempo senza stipendio, l’assemblea punta ad una reindustrializzazione verde dal basso, sempre all’insegna della giustizia climatica e sociale che da sempre sta molto a cuore ai lavoratori di Campi Bisenzio. Greta Thunberg non ha preso la parola, ma grazie ad un interprete ha seguito tutti gli interventi e prima di seguire un altro dibattito, in inglese, sull’ambientalismo internazionale, ha anche posato per una foto ricordo con i presenti e con una cargo bike, prototipo di bicicletta per il trasporto di pacchi e oggetti ideata e realizzata dai tecnici dell’ex Gkn.
Per risolvere la crisi, l’assemblea degli operai ex Gkn punta ad un azionariato popolare per la riconversione ecologica della fabbrica dell’automotive: il piano ha raggiunto sottoscrizioni per circa 1,3 milioni di euro. “Vogliamo reindustrializzare questa fabbrica per sottrarla a potenziali logiche speculative e di consumo del suolo. Questa è l’idea di un vasto movimento internazionale che con la presenza simbolica, anche di Greta, dichiara che la contrapposizione tra lavoro e ambiente non soltanto non è mai esistita per quanto ci riguarda, ma esiste sempre meno” – ha spiegato Dario Salvetti della Rappresentanza sindacale unitaria ex Gkn – “In una situazione di crisi industriale dell’automotive e della moda, vediamo che in realtà la soluzione sono i climate jobs, i lavori creati dalla transizione climatica. La democrazia diretta è forma e strumento per riappropriarci della possibilità di reindustrializzare una fabbrica, c’è una fabbrica senza piano industriale e, paradosso, il nostro piano industriale senza fabbrica“.
“Questo paradosso forse si spiega solo con logiche di natura speculativa immobiliare. La politica si divide in tre grandi tronconi: quelli che avversano apertamente la nostra reindustrializzazione dal basso, un’altra parte che ci appoggia ma con tempistiche inadeguate e magari arrivano quando il paziente è morto visto che da 10 mesi siamo senza stipendio, e poi c’è una piccola parte che ci appoggia“, ha aggiunto Dario Salvetti durante l’assemblea.
In un post su Instagram, Greta Thunberg ha documentato la visita all’impianto di Campi Bisenzio, ricordando come i diritti dei lavoratori e la giustizia climatica possano andare di pari passo. “Dichiariamo che ogni necessità di scegliere tra i diritti dei lavoratori e la giustizia climatica è abolita. Il territorio difende la fabbrica e la fabbrica difende il territorio” – ha spiegato l’attivista svedese – “La lotta per arrivare a fine mese è la stessa lotta contro la fine del mondo. Facciamo appello al movimento climatico internazionale perché supporti l’idea della reindustrializzazione dal basso“.
“Il Collettivo di fabbrica Gkn, un tempo stabilimento dell’automotive, oggi vede un piano industriale sviluppato dai lavoratori e dalla comunità per iniziare la produzione di cargo bike e pannelli solari. Gli operai non vengono pagati da dieci mesi e chiediamo ora un intervento pubblico a sostegno della cooperativa dei lavoratori per poter riprendere la produzione” – ha aggiunto Greta Thunberg – “La transizione ecologica non è solo una questione tecnica, ma anche sociale, di allargamento della partecipazione democratica. La soluzione alla crisi climatica può arrivare solo con la democrazia reale, all’interno di ogni fabbrica. Unitevi alla lotta e all’azionariato popolare. Questo sistema ha lasciato senza niente molti di noi, ma insieme possiamo introdurre un’alternativa che protegga sia le persone che il pianeta“.


