Google ha firmato un accordo per utilizzare una flotta di mini reattori nucleari SMR per alimentare i suoi data center, garantendo energia continua per sostenere la crescita dell’Intelligenza Artificiale.
L’intelligenza artificiale richiede sempre più energia per funzionare. Per questo le big tech del settore AI stanno cercando modalità nuove per rifornirsi di energia elettrica e si stanno aprendo sempre più al nucleare.
Se Microsoft, solo qualche settimana fa, ha chiesto (e ottenuto) la riapertura di una vecchia centrale nucleare dismessa in Pennsylvania, Google ha appena chiuso un accordo – primo nel suo genere – per ricevere energia da una flotta di mini reattori nucleari.
La decisione di Google di acquistare SMR nucleari
Quelli appena acquistati da Google sono i famigerati SMR (Small Modular Reactor, cioè piccoli reattori modulari) che a differenza delle grandi centrali nucleari utilizzate fino ad oggi sono più piccoli e assemblabili più o meno ovunque (ma non risolvono il problema della produzione di scorie radioattive).
Google, che prevede una fortissima espansione dell’intelligenza artificiale da qui ai prossimi anni, ha ordinato sei (forse sette) piccoli reattori nucleari alla Kairos Power della California, il primo dei quali dovrebbe essere completato entro il 2030 e i restanti entro il 2035.
Perché le aziende che stanno sviluppando l’intelligenza artificiale puntano sul nucleare?
La scelta delle big tech dell’intelligenza artificiale sta ricadendo sul nucleare perché i data center che rendono possibile il funzionamento dell’IA vanno alimentati costantemente con enormi quantità di energia elettrica e al momento le fonti di energia rinnovabile come eolico e fotovoltaico non sono in grado di garantire l’afflusso costante di energia.
Dall’altra parte è necessario evitare nuove emissioni di carbonio generate dall’utilizzo di combustibili fossili come il gas naturale e il petrolio perché questi sono alla base dei cambiamenti climatici in corso che l’umanità sta cercando di mitigare.
Le alternative, per Google&Co., restano due: investire su un mix di fonti energetiche rinnovabili supportate da un sistema di accumulatori di energia oppure puntare sul nucleare.
La scelta è ricaduta su questa ultima opzione perché la meno costosa.
La scelta di Google e gli Small modular reactor nucleari
Michael Terrell, che è direttore senior per l’energia e il clima di Google, ha affermato: “La rete ha bisogno di nuove fonti di elettricità per supportare le tecnologie di intelligenza artificiale che stanno alimentando importanti progressi scientifici, migliorando i servizi per aziende e clienti e guidando la competitività nazionale e la crescita economica. Questo accordo contribuisce ad accelerare una nuova tecnologia per soddisfare il fabbisogno energetico in modo pulito e affidabile e a liberare il pieno potenziale dell’intelligenza artificiale per tutti”.
Come ha spiegato il quotidiano “The Guardian”, l’accordo firmato da Google per l’acquisizione dei sei mini-reattori nucleari modulari è il primo al mondo di questo tipo.
Questi SMR, le mini centrali nucleari, rappresentano una tecnologia piuttosto nuova e non ancora testata ampiamente sul mercato. Si tratta di centrali elettriche piccole, costruite in fabbrica e pronte per essere assemblate più o meno ovunque.
Essi sono state progettate per ridurre i costi eccedenti e i ritardi spesso riscontrati nella costruzione di centrali più grandi. Tuttavia, i critici sostengono che le SMR saranno costose perché potrebbero non essere in grado di raggiungere la stessa economia di scala delle centrali più grandi.


