A "Report" l'orrore sui cani di razza tra presunti casi di doping e possibili pedigree falsi

A “Report” l’orrore sui cani di razza tra presunti casi di doping e possibili pedigree falsi

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Nuova inchiesta choc di Giulia Innocenzi per “Report” sui cani dell’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (ENCI).

Cani soliti grattarsi senza sosta a causa delle dermatiti, cuccioli con profonde piaghe sul corpo e pelosetti sottopeso con le ossa ben visibili. Queste alcune delle immagini dell’inchiesta “Cani bancomat” della giornalista Giulia Innocenzi per “Report” in calendario domenica 5 gennaio 2025 alle 20:30 su Rai 3. All’interno di un allevamento dell’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (ENCI), alcune volontarie impegnate nella tutela degli amici a quattro zampe trovano cuccioli di razza Weimaraner in condizioni critiche. Come è possibile?

La trasmissione giornalistica del servizio pubblico comincia a visitare esposizioni canine tra competizioni di bellezza e gare di sport. Proprio qui Giulia Innocenzi scopre un mondo popolato da cani valenti migliaia di euro. A organizzare quegli eventi è l’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (ENCI) cioè, come si legge nel suo sito web, “un’associazione di allevatori a carattere tecnico-economico a tutela delle razze canine riconosciute pure”. Non a caso in Italia, almeno fino a oggi, l’organismo è l’unico a rilasciare pedigree, cioè documenti attestanti l’appartenenza di un cucciolo a una specifica popolazione a quattro zampe.

Eppure, attraverso l’incrocio di dati, documenti e testimonianze, la cronista di “Report” ipotizza casi di doping per migliorare le prestazioni sportive dei cani. E non finisce qui. Secondo la trasmissione giornalistica del servizio pubblico, alcuni pedigree, che si ottengono attraverso la sottoscrizione di un’autocertificazione, potrebbero essere falsi. Proprio per questo coloro che acquistano un pelosetto di razza potrebbero essere truffati. Clamorosa, infine, la possibilità di avere amici a quattro zampe geneticamente vicini al lupo selvatico nelle nostre case.

 

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Non solo cani, ecco il documentario “Food for Profit” di Giulia Innocenzi

Si intitola “Food for Profit” il docufilm della giornalista Giulia Innocenzi su contraddizioni e orrori degli allevamenti intensivi in Europa. L’inchiesta realizzata in collaborazione con il regista Pablo D’Ambrosi e con la Lega Antivivisezione (LAV) è stata presentata in anteprima internazionale al Parlamento Europeo nel 2024. Un lavoro durato ben cinque anni tra immagini choccanti e testimonianze sottocopertura per svelare il vero volto dell’industria della carne nel Vecchio Continente. Già, perché l’Unione Europea prima promuove il Green Deal, cioè la transizione ecologica verso un pianeta Terra più sostenibile, e poi finanzia gli allevamenti intensivi con quasi il 20% del suo budget.

Un intreccio tra lobby zootecniche e politica, dunque, ma anche una vera e propria incoerenza soprattutto perché le strutture solite detenere maiali, mucche e polli inquinano, e non poco. Eppure, secondo “Food for Profit”, gli affari, cioè i soldi, sono più importanti del benessere degli animali, della salute umana, della salvezza del Globo. “Tra gli altri Paesi pronti a mostrare l’inchiesta, Australia, Belgio, Lussemburgo, Olanda e Taiwan“, aveva dichiarato a Teleambiente Giulia Innocenzi.

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