Bisfenolo A vietato nei materiali a contatto con gli alimenti, arriva lo stop dell'Ue

Bisfenolo A vietato nei materiali a contatto con gli alimenti, arriva lo stop dell’Ue

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È arrivato il divieto Ue al bisfenolo A nei materiali a contatto con gli alimenti. Ecco cosa prevede il regolamento.

Lo stop al bisfenolo A nei materiali a contatto con gli alimenti è (finalmente) ufficiale. Dopo il via libera degli Stati membri lo scorso giugno, la Commissione europea ha adottato formalmente il divieto di usare la sostanza in alcuni imballaggi.

La comunicazione ufficiale è arrivata il 19 dicembre 2024 e il divieto entrerà in vigore il 20 gennaio 2025, 20 giorni dopo la pubblicazione del Regolamento Ue 2024/3190 in Gazzetta Ufficiale.

Il divieto fa seguito alla valutazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) secondo cui la sostanza potrebbe avere “effetti potenzialmente dannosi sul sistema immunitario”.

Il regolamento stabilisce che il bisfenolo A sarà vietato negli imballaggi e nei contenitori per alimenti, come le lattine in metallo, le bottiglie di plastica riutilizzabili, gli utensili da cucina, i distributori d’acqua refrigerati.

Inoltre, le misure prevedono restrizioni specifiche anche per i suoi Sali e per altri bisfenoli (come il bisfenolo S) e derivati considerati pericolosi nell’ambito del loro utilizzo nella fabbricazione di oggetti destinati a venire a contatto con il cibo. Tra questi troviamo:

  • adesivi
  • gomme
  • resine a scambio ionico
  • materie plastiche
  • inchiostri da stampa
  • siliconi
  • vernici e rivestimenti.

Bisfenolo A vietato in Ue, un passo avanti con “eccezioni limitate”

L’uso di questa sostanza era già vietato in Ue dal 2018 per biberon e imballaggi per alimenti destinati a bambini e neonati, e dal gennaio 2020 negli scontrini di carta termica.

Con il nuovo regolamento gli oggetti che contengono questa sostanza, non spariranno subito dal mercato. Sia per i contenitori monouso che per quelli riutilizzabili, il regolamento prevede che potranno essere venduti fino al 20 luglio 2026.

Bruxelles ha infatti garantito “eccezioni limitate” se non dovessero esserci alternative “sicure disponibili e periodi di transizione che non comportino rischi per i consumatori” e un periodo di eliminazione graduale di 18 mesi per la maggior parte dei prodotti.

L’Ue compie quindi un importante passo avanti verso l’eliminazione della sostanza dagli oggetti destinati al contatto con gli alimenti, seppur con un ritardo di oltre 10 anni. La Francia, infatti, aveva vietato il bisfenolo A nei biberon già nel 2009 e, dal 2013, nei contenitori per il cibo, negli utensili per la cucina, nei biglietti della metro e negli scontrini.

Bisfenolo A, gli effetti sulla salute e come evitarlo

Il BpA può avere effetti sul sistema immunitario anche in dosi basse. Inoltre, essendo un interferente endocrino, l’esposizione a questa sostanza può ridurre la fertilità, alterare il sistema endocrino, aumentare il rischio di cancro e provocare reazioni allergiche.

Come confermato da uno studio europeo del 2020 condotto in 11 Paesi, il bisfenolo A viene assorbito dal nostro organismo. Dall’analisi delle urine di 2756 adulti, è emerso che valori di BpA superiori alla norma erano presenti nel 92% dei campioni esaminati. La sostanza era presente nelle urine del 100% dei cittadini di Francia, Portogallo e del Lussemburgo, mentre le percentuali minime della sostanza sono state riscontrate nei cittadini svizzeri, presente “solo” nel 71% delle urine questi.

Tra gli alimenti che contengono il BpA c’è il tonno in scatola. A dirlo è un test realizzato dalla rivista svizzera Saldo, che ha analizzato 12 campioni del pesce in scatola e in vasetto. Dai risultati è emerso che in 10 campioni su 12 è presente il BPA in quantità superiori a quelle considerate sicure per l’uomo dall’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

Per ridurre al massimo il rischio di ingestione del BpA è possibile eliminare i contenitori per cibo di plastica e sostituirli con quelli di vetro, in acciaio inox o in ceramica. Al supermercato vale lo stesso suggerimento: meglio il cibo in vasetti o bottiglie di vetro.

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