Sei istituti di credito americani hanno deciso di abbandonare la Net Zero Banking Alliance che impegna le banche a implementare politiche climatiche. Una mossa che secondo molti analisti serve a compiacere il presidente Trump
Un filo rosso lega il negazionismo climatico di Donald Trump e le scelte di sei grandi banche americane.
Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Morgan Stanley e Wells Fargo hanno annunciato il loro ritiro dalla Net Zero Banking Alliance, un patto globale per ridurre i finanziamenti alle industrie più inquinanti. Ma cosa c’entra il presidente degli Stati Uniti con questa decisione?
Donald Trump e l’influenza del “Drill, baby, drill” sulle banche e il clima
La NZBA (Net-Zero Banking Alliance), nata nel 2021 sotto l’egida del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, riunisce istituti finanziari impegnati a ridurre il proprio impatto climatico e ad allineare le proprie operazioni all’obiettivo delle zero emissioni nette entro il 2050.
Nello specifico, questa alleanza coinvolge le banche in un impegno comune per ridurre progressivamente le emissioni di gas serra finanziando progetti sostenibili e riducendo l’esposizione a settori ad alta intensità di carbonio.
Le istituzioni aderenti si impegnano a definire obiettivi di emissioni a breve e lungo termine, a rendicontare pubblicamente i progressi e a collaborare per accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni.
La NZBA rappresenta un passo fondamentale per indirizzare i flussi finanziari verso soluzioni più sostenibili, contribuendo così a limitare il riscaldamento globale e a promuovere la sostenibilità finanziaria.
Tuttavia, le pressioni politiche e legali hanno portato le banche nordamericane a riconsiderare il loro impegno.
Il ritiro delle banche americane dalla NZBA è stato interpretato da molti analisti come una diretta conseguenza della retorica trumpiana, che ha sempre favorito l’espansione delle trivellazioni petrolifere e del gas naturale a discapito delle politiche ambientali.
Lo slogan “Drill, baby, drill” con cui Trump ha condotto la sua campagna elettorale si traduce ora in una maggiore libertà per gli istituti di credito di finanziare progetti legati ai combustibili fossili, senza più vincoli ambientali.
Sebbene la svolta pro-Trump delle banche americane preoccupi, la loro fuoriuscita dall’alleanza ha un impatto minimo sulla realtà degli impegni climatici delle banche, che restano deboli o inesistenti.
Già prima di lasciare l’alleanza, le politiche di queste banche erano del tutto inadeguate per allineare le loro attività all’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2050. Inoltre, secondo il rapporto Banking on Climate Chaos, 10 di esse figuravano tra i 21 maggiori finanziatori di combustibili fossili dall’Accordo di Parigi in poi.
Nel solo 2023, JPMorgan Chase ha destinato quasi 41 miliardi di dollari (39,5 miliardi di euro) al finanziamento di aziende del carbone, del petrolio e del gas.
Four more banks have left the Net-Zero Banking Alliance, BMO Financial Group, TD Bank Group, the National Bank of Canada and Canadian Imperial Bank of Commerce have departed the United Nations partnership on lowering emissions.
Net Zero is being increasingly abandoned.… pic.twitter.com/RDQxVgLZgQ
— Net Zero Watch (@NetZeroWatch) January 21, 2025
Un’opportunità per l’Europa?
Nonostante il colpo subito dalla NZBA con la svolta pro-Trump, i principali istituti di credito europei sembrano intenzionati a restare nell’alleanza. Société Générale e Crédit Agricole hanno ribadito il loro impegno, evidenziando come l’uscita delle banche nordamericane possa persino rappresentare un’opportunità per rafforzare gli obiettivi climatici senza essere frenati da membri meno ambiziosi.
Inoltre, il settore bancario europeo potrebbe approfittare della situazione per distinguersi come leader nella transizione ecologica, promuovendo investimenti sostenibili e rafforzando il proprio ruolo nella lotta al cambiamento climatico. Tuttavia, resta da vedere se questa volontà resisterà alle eventuali pressioni economiche e politiche future.
American and Canadian banks are leaving the UN-backed Net Zero Banking Alliance in droves.
Meanwhile, in Australia…………. pic.twitter.com/oQX1YI07sa— Jim Willmott (@jim_willmott1) February 4, 2025


