In occasione del Safer Internet Day, che ricorre l’11 febbraio, alcuni studi evidenziano ancora i numerosi pericoli che il web nasconde, soprattutto per i giovani
Il Safer Internet Day, o Giornata mondiale della sicurezza in rete, è una ricorrenza istituita nel 2004 dall’Unione europea per sensibilizzazione sui rischi che comporta l’uso di internet. Proprio in occasione di questa giornata un paio di studi, realizzati dal Telefono Azzurro e dall’Osservatorio Indifesa di Terre des Hommes evidenziano il quadro complesso che emerge quando si parla di giovani e della rete.
L’indagine di Terre des Hommes
In occasione del Safer Internet Day è stata pubblicata un’indagine dell’Osservatorio indifesa realizzato da Terre des Hommes, insieme a OneDay e alla community di ScuolaZoo. La ricerca ha coinvolto oltre 4000 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 26 anni. Il 65% del campione intervistato ha dichiarato di essere stato vittima di violenza e tra questi 19% ha subito cyberbullismo.
I pericoli del web
Per il 39% degli intervistati il web è il secondo posto dove è più probabile che si verifichino episodi di violenza dopo la scuola (66%). Il rischio maggiore in cui si può incorrere online, per il 56% dei ragazzi, è il cyberbullismo. Seguono poi il revenge porn (45%), il furto d’identità, la perdita della privacy (35%), l’adescamento da parte di estranei (35%), le molestie (30%), l’alienazione dalla vita reale (25%), lo stalking (23%), la solitudine (9%) e il sentirsi emarginati (6%). Meno dell’1% ritiene invece che sul web non si corrano rischi.
Come la Gen Z percepisce il web?
L’indagine dell’Osservatorio Indifesa per il Safer Internet Day ha indagato anche come la Gen Z percepisce il web e la risposta più gettonata è stata quella di un luogo pericoloso, su cui è necessario esercitare un controllo più accurato. Per 6 ragazzi su 10, infatti, è necessaria una maggiore regolamentazione della rete, mentre solo l’8% ritiene che l’aumento di limitazioni possa comportare un rischio per la libertà personale. Infine il 30% pensa che una maggiore regolamentazione non porterebbe a nessun cambiamento in termini di protezione.
Safer Internet Day: l’allarme del Telefono Azzurro
Anche il Telefono Azzurro ha lanciato un allarme, in occasione del Safer Internet Day, per continuare a sensibilizzare sui potenziali pericoli della rete. Nello specifico indagine condotta da Telefono Azzurro e BVA-Doxa ha evidenziato che il 63% degli intervistati ha provato almeno un’emozione mentre era sui social: il 24% invidia verso la vita degli altri, il 21% si è sentito diverso e il 19% inadeguato.
Le maggiori preoccupazioni dei ragazzi
Tra gli argomenti per i quali i ragazzi mostrano maggiore preoccupazione e maggiore necessità di informarsi ci sono le fake news (40%), seguite da tutto ciò che riguarda la privacy e i dati personali (34%), poi il cyberbullismo (32%) e l’adescamento online (31%). L’eccessiva presenza sui social media rende ancora più esposti i giovani alle fake news e, dunque, alla necessità di informarsi per comprendere meglio le dinamiche del web.
Il ruolo dei genitori
Anche nell’era digitale i genitori continuano a ricoprire un ruolo primario nella crescita dei figli. È quanto emerge dallo studio del Telefono Azzurro, in quanto i ragazzi e le ragazze dichiarano che se fossero vittime di violenza sessuale online, lo segnalerebbero soprattutto ai genitori (76%), il 40% alle forze dell’ordine e il 14% agli amici. In caso di contenuti online dannosi o illeciti riguardanti altri minori o di episodi di cyberbullismo quasi la totalità del campione andrebbe a segnarle l’episodio e più del 70% ai genitori.
Un ambiente digitale più sicuro
Per Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro, in occasione del Safer Internet Day bisogna “costruire un ambiente digitale più sicuro e inclusivo che richiede un impegno globale. È fondamentale investire in infrastrutture sostenibili, rafforzare la governance delle piattaforme digitali per proteggere i diritti dei minori e promuovere una cooperazione internazionale che riduca le disuguaglianze”.


