Asilo nido, i bambini che lo frequentano acquisiscono meglio alcune capacità

Asilo nido, i bambini che lo frequentano acquisiscono meglio alcune capacità

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Uno studio giapponese ha evidenziato i vantaggi riscontrati dai bambini che frequentano l’asilo nido precocemente

La frequenza dell’asilo nido da parte dei bambini di età inferiore ai tre anni è in aumento nei paesi dell’OCSE, dovuta soprattutto al lavoro dei genitori e ai benefici generali riconosciuti da un’istruzione precoce. Uno studio giapponese ha confermato che l’intervento educativo precoce, nei bambini sotto ai tre anni, riduce il tasso di compromissione motoria, cognitiva, psicosociale e della comunicazione, nonché il tasso di aggressività. Inoltre un’assistenza all’infanzia genera capacità cognitive avanzate, competenze linguistiche e risultati pre-accademici di qualità superiore.

Lo studio giapponese su bambini e asilo nido

Studi che mostrano i benefici del frequentare precocemente l’asilo nido erano stati realizzati prevalentemente negli Stati Uniti e in Europa, ma mancava uno studio giapponese i tal senso. D’altronde l’ambiente che circonda i neonati varia notevolmente a seconda del paese e della cultura predominante. Lo studio giapponese è stato pubblicato sulla rivista Nature e ha esaminato un campione di 100mila coppie di mamme e figli. Le mamme sono state seguite per tutta la gravidanza e i figli fino ai 13 anni di vita.

I risultati dello studio

Lo studio ha dunque dimostrato che l’assistenza infantile precoce, presso strutture come l’asilo nido, ha avuto un effetto positivo sullo sviluppo del bambino all’età di tre anni. Tra i benefici riscontrati nei piccoli ci sono elementi di comunicazione, tra cui sviluppo di capacità linguistiche e abilità personali e sociali. I bambini che frequentano l’asilo nido precocemente sono poi spinti a relazionarsi e a interagire con altri bambini e adulti diversi dai loro familiari. Infine, i movimenti fisici, come il gioco con i coetanei, portano a miglioramenti nelle capacità motorie.

L’assistenza all’infanzia in Giappone

Secondo i dati dell’OCSE esistono notevoli disparità tra i paesi sull’utilizzo dell’asilo nido per i bambini di età inferiore ai tre anni, con il Giappone che si colloca al 15° posto su 33 paesi per i quali sono disponibili i dati. Nei paesi come Danimarca e Belgio si osservano alti tassi di assistenza all’infanzia nonostante i diversi tassi di occupazione delle madri.

Il ruolo delle madri in Giappone

In Giappone i tassi non sono così alti perché, a partire dagli anni ’60 circa, era diffusa la convinzione che le madri dovessero concentrarsi sull’educazione dei figli fino a quando questi non avessero raggiunto l’età di circa tre anni. Sebbene, si legge nello studio, ci sia stato un allontanamento da questa prospettiva, in Giappone si discute spesso di come l’utilizzo precoce dell’assistenza all’infanzia di gruppo influenzi lo sviluppo dei bambini.

Altri benefici del frequentare l’asilo nido

Uno studio realizzato dall’Università di Dartmouth, negli Stati Uniti, pubblicato su NPJ Science of Learning ha dimostrato che coloro che frequentavano l’asilo nido più frequentemente prima dei 3 anni, superavano più rapidamente i propri stereotipi. Al contrario, coloro che non avevano avuto questa precoce esposizione sociale avevano maggiori probabilità di mantenere le loro convinzioni stereotipate più a lungo.

La situazione in Italia

L’Italia, quando si parla di posti disponibili negli asili nido, si trova indietro rispetto agli altri paesi europei. Secondo gli ultimi dati forniti da Openpolis, nel 2022 erano trenta i posti disponibili nei servizi di prima infanzia ogni 100 bambini con meno di 3 anni. Si tratta di un dato che si avvicina all’obiettivo europeo del 33%, ma a incidere sull’aumento c’è anche il calo demografico registrato nel nostro paese. Ci sono poi differenze geografiche, con 11 regioni che registrano una quota superiore al 33%, tra cui Umbria, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta. Tuttavia le regioni del Sud Italia sono in fondo alla lista.

Arrivare alla gratuità dei nidi

Anna Maria Serafini, già Presidente della Commissione Infanzia e Adolescenza, in un convegno organizzato da TeleAmbiente alla Camera dei Deputati ha ribadito la necessità di rendere gratuiti questi servizi: “Se vogliamo fare un salto di qualità dobbiamo arrivare alla gratuità dei nidi. Se la scuola dell’infanzia ha questo rilievo educativo non può gravare sulle spalle dei genitori, deve essere a carico dello Stato, così come la scuola dai 3 ai 6 anni”.

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