L’etologa Chiara Grasso spiega come deve essere impostata la convivenza in famiglia quando ci sono animali domestici e bambini piccoli
Come deve essere impostata la convivenza tra un neonato o un bambino piccolo con uno o più animali domestici presenti in casa? Secondo Chiara Grasso, etologa e content creator, le parole chiave sono consapevolezza e rispetto. “Non possiamo pensare che sia una diade che può sopravvivere in modo sereno senza la nostra mediazione. Noi siamo il ponte di connessione tra i bambini e i cani. Abbiamo un ruolo e dobbiamo svolgerlo con la maggior consapevolezza del benessere di uno e della sicurezza dell’altro” ha detto Grasso, ospite di CrescimiTu su TeleAmbiente.
Quando la famiglia si allarga
Cosa fare, invece, nel caso in cui una famiglia che ha già uno o più animali domestici si allarga perché nasce un bambino o una bambina? In quel caso l’animale dovrà abituarsi a una nuova presenza e dunque a un cambiamento importante. Chiara Grasso fornisce l’esempio della sua esperienza personale: “Io avevo già un cane a casa a cui dedicavamo, sia io che il mio compagno, il cento per cento delle nostre attenzioni e poi abbiamo cercato Gaia, la nostra bimba. Quando abbiamo scoperto di essere incinti come famiglia, abbiamo coinvolto la cagnetta in ogni passo, facendole annusare per esempio la culla, facendole annusare le tutine. Mettevamo per esempio su Youtube il suono di bambini che piangono perché quello è un suono che può dare molto fastidio ai cani e quindi l’abbiamo abituata desensibilizzandola su tante cose”.
Annusare i bambini
Un altro consiglio importantissimo che l’etologa fornisce è, appena arriva la bambina o il bambino a casa, permettere al cane di annusarlo, ovviamente in totale sicurezza e senza sgridarlo in presenza del neonato. Questo perché il cane deve collegare la positività di questa new entry che ovviamente per lui è uno sconvolgimento assoluto. Per cui bisogna evitare di sgridarlo e anzi fare in modo che associ il neonato a cose positive.
Casi di aggressione verso i bambini
Leggiamo a volte, nella cronaca, di casi di aggressione di cani verso i bambini piccoli. La dinamica varia caso per caso, ma qual è la motivazione di queste aggressioni? Secondo Chiara Grasso “dobbiamo distinguere tra aggressività e pericolosità che non sono sinonimi. Un cane può essere aggressivo e non essere pericoloso così come un cane può essere pericoloso senza essere aggressivo. Per cui c’è bisogno sicuramente di una maggiore consapevolezza nell’adozione o nell’acquisto di determinate razze, ma tutti i cani hanno secondo me bisogno di una conoscenza alla base, cioè l’umano di riferimento deve avere comunque una sorta di patentino, una sorta di consapevolezza di base su chi è il cane che stiamo portando a casa. Saper leggere il proprio cane è la chiave per una relazione serena”.
L’umanizzazione degli animali domestici
Un altro tema piuttosto attuale, quando si parla di animali domestici, è il cambio di atteggiamento nelle famiglie in cui gli animali domestici vengono trattati proprio come figli, ossia vengono umanizzati, a volte dimenticando di avere a che fare con un animale e pensando di avere a che fare con un bambino. Questi comportamenti sono toppo forzati e possono fare male all’animale? “La prima regola per rispettare il nostro amico a quattro zampe è sapere che è un amico a quattro zampe, che la sua comunicazione è diversa dalla nostra, che per lui rotolarsi su una cacca di cinghiale è come per noi cospargerci di Chanel numero 5 e sapere che invece una salvietta profumata alla lavanda per lui è come per noi rotolarci della cacca di cinghiale. Un cane preferisce poter correre nel fango, rotolarsi in un prato insieme a noi, fare attività insieme a noi, piuttosto che indossare costosi cappottini con i brillantini ed essere portato al centro commerciale la domenica pomeriggio”.


