Solo il 9,5% della plastica prodotta nel mondo è ricavata dal riciclo. Nel 2022 sono stati prodotti 400 milioni di tonnellate di plastica, un numero che potrebbe raddoppiare entro il 2050.
Da uno studio condotto in Cina arrivano altri dati che dimostrano, ancora una volta, la necessità di azioni urgenti contro l’inquinamento da plastica. L’analisi condotta dall’Università Tsinghua e pubblicata sulla rivista Communications Earth & Environment rivela che appena il 9,5% della plastica prodotta a livello mondiale nel 2022 è stata ricavata dal riciclo.
In quell’anno la produzione globale di plastica è stata, complessivamente, di 400 milioni di tonnellate, di cui la gran parte è stata smaltita in discarica, incenerita o dispersa nell’ambiente.
La produzione di plastica è aumentata in modo esponenziale nel corso dei decenni: da 2 milioni di tonnellate all’anno prodotte nel 1950 si è arrivati a superare quota 400 milioni di tonnellate e le previsioni per il futuro sono tutt’altro che rosee. Secondo quanto riporta lo studio, la produzione potrebbe arrivare a 800 milioni all’anno entro il 2050.
Un dato che si avvicina a quello rilevato dall’OCSE nell’ultimo rapporto “Scenari politici per l’eliminazione dell’inquinamento da plastica entro il 2040”. Per l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, infatti, la produzione potrebbe arrivare fino a 736 milioni di tonnellate entro i prossimi 15 anni.
Tornando allo studio condotto dall’ateneo cinese, gli scienziati – attraverso l’incrocio di dati nazionali, report di settore e database internazionali – hanno calcolato che poco meno di 38 milioni di tonnellate di plastica (il 9,5%) sono state prodotte da materiale riciclato. Dei 362 milioni di tonnellate restanti, circa il 98% è stato prodotto da combustibili fossili, principalmente carbone e petrolio.
Lo studio indica inoltre che solo il 27,9% della plastica nel mondo è stata avviata alla selezione e al potenziale riciclo, ma poi solo meno della metà di quella selezionata è stata effettivamente riciclata. Delle 268 milioni di tonnellate di materiale smaltito nel corso del 2022, il 36,2% è stato inviato direttamente in discarica, il 22,2% all’incenerimento e il resto è stato trasferito attraverso la vendita di rifiuti o è finito disperso nell’ambiente.
Migliaia di tonnellate di plastica finiscono per inquinare e danneggiare gli ecosistemi e gli organismi che li abitano, compreso l’uomo. Le microplastiche, minuscoli frammenti che principalmente si formano dalla degradazione dei rifiuti, sono state trovate ovunque, anche nel corpo umano.
Only 9.5% of plastic materials produced globally in 2022 were manufactured from recycled materials. The findings, published in @CommsEarth, are part of a comprehensive analysis of the global plastics sector: https://t.co/G7ZIJRRX54
— Springer Nature (@SpringerNature) April 10, 2025
Plastica, chi sono i principali consumatori e chi vince nel riciclo
Lo studio cinese, inoltre, ha calcolato i principali consumatori di plastica a livello globale. Dai dati è emerso che il più alto consumo pro capite di plastica – con una media di 216 kg all’anno – è negli Stati Uniti, dove si stima che solo il 5% del materiale venga riciclato. Per quanto riguarda il consumo più alto in assoluto, il primato spetta alla Cina, con un consumo di plastica di 80 milioni di tonnellate all’anno. I virtuosi del riciclo, invece, sarebbero i 28 Paesi europei, con tassi che si avvicinano al 15%.
I dati forniti dallo studio, secondo gli autori, forniscono prove e dati preziosi per mettere a conoscenza sia il mondo accademico che i responsabili politici sui flussi globali della plastica. “Comprendere e quantificare il movimento e l’accumulo globali di plastica è fondamentale per orientare le decisioni politiche, implementare strategie di gestione efficaci e monitorare i progressi verso gli obiettivi di sostenibilità ambientale”, spiegano i ricercatori. “Contabilizzare i flussi e gli stock globali di plastica non è solo una necessità scientifica, ma anche uno strumento pratico per i responsabili politici per progettare politiche e normative basate sull’evidenza che guidino il progresso verso un pianeta più pulito e sano per le generazioni attuali e future”.


