Lupo meno protetto, animalisti e scienziati in rivolta

Lupo meno protetto, animalisti e scienziati in rivolta

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Nuovo via libera degli Stati membri dell’Unione Europea al declassamento del lupo nel Vecchio Continente. Taccani (OIPA Italia): “Convivere con Canis lupus è possibile”.

Animalisti e scienziati contro l’Europa per l’abbassamento dello status di protezione del lupo da “rigoroso” a “semplice”. A causare lo scontro, l’ennesimo, tra scienza e politica, è il via libera dei rappresentanti permanenti degli Stati membri dell’Unione Europea al mandato del Consiglio dell’Unione Europea per la modifica della Direttiva 92/43/CEE, cioè della Direttiva Habitat. Tradotto: oggi più che mai, nonostante il ricorso delle organizzazioni non governative (ONG) alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, l’abbattimento dell’animale solito muoversi in branco diventa più facile.

Lupo meno protetto, Taccani (OIPA Italia): “Canis lupus non deve essere abbattuto”

Il lupo è una specie animale che non può, e non deve essere, soggetta a piani di abbattimento. Che cosa potrebbe cambiare in futuro nel Vecchio Continente? Ci sarebbe la possibilità concreta per ogni Stato membro dell’Unione Europea di adeguarsi alla modifica della Direttiva 92/43/CEE, cioè della Direttiva Habitat, pronta a prevedere piani di contenimento, dalla cattura all’abbattimento, della popolazione di Canis lupus. Su questo tema, purtroppo, lo Stivale, oltre a essere già pronto, potrebbe essere il primo Paese comunitario ad adottare il provvedimento. OIPA Italia ricorda che ci sono diversi metodi scientifici per prevenire il conflitto tra esseri umani e lupi, dall’utilizzo dei cani da guardiania, al ricovero del bestiame durante la notte, fino alla costruzione dei corridoi faunistici. Fondamentale ribadire, inoltre, che Canis lupus deve essere tutelato al pari degli altri animali selvatici. Tra l’altro, in Italia, l’articolo 9 della Costituzione protegge i nostri coinquilini terrestri, incluso il lupo“, dichiara a Teleambiente Claudia Taccani, Avvocato e Responsabile Sportello Legale dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA).

 

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Lupo meno protetto, Peruzzo: “Deleterio anche per gli allevatori”

Abbassare lo status di protezione del lupo da “rigoroso” a “semplice” sarebbe deleterio soprattutto per gli allevatori. Il motivo? Attraverso il via libera ad abbattimenti programmati, si andrebbe a destabilizzarne i branchi che, dunque, si rivolgerebbero a prede più facili ovvero agli animali allevati, dalle pecore alle vacche, dalle galline ai tacchini. Che passi o che non passi il nuovo provvedimento dell’Unione Europea, è fondamentale continuare ad ascoltare il parere degli esperti, a fare studi scientifici, a formare la popolazione residente vicino ai boschi e a fare divulgazione corretta, perché, purtroppo, ancora oggi tantissime persone non conoscono il lupo e pensano che, tra le sue prede, ci siano i bambini o le nonne. Necessario gestire eventuali esemplari confidenti con l’essere umano, ma ciò non significa che Canis lupus sia una specie animale pericolosa“, commenta a Teleambiente Jessica Peruzzo, divulgatrice scientifica, naturalista e autrice del libro “Il ritorno del lupo sulle montagne vicentine. Implicazioni sociali, turistiche ed economiche”, in occasione dell’audizione della XIV Commissione “Politiche dell’Unione Europea” della Camera dei Deputati, a Roma, nel Lazio, il 16 aprile 2025.

Lupo meno protetto, lo zoologo: “Così nel 1973 catturai il primo esemplare italiano”

Quando nel 1973 il Professore Emerito di Zoologia della Sapienza – Università di Roma, Luigi Boitani, andò nel Parco Nazionale d’Abruzzo, non sapeva di cambiare la storia. Dopo avere camminato nello scrigno di biodiversità, l’uomo, il primo in Europa, aveva radiocollarato un lupo per seguirne i movimenti. Un vero e proprio evento scientifico sempre nel cuore del docente romano anche a distanza di oltre 50 anni. Un’emozione grandissima“, ha sottolineato a Teleambiente lo zoologo.

Ma in Italia Canis lupus è considerato davvero pericoloso? “Assolutamente no. Nel nostro Paese l’animale che uccide più persone è il calabrone“, ha ribadito il docente durante il Magazine di Teleambiente dedicato al lupo residente lungo lo Stivale.

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