In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Il riso soffre i cambiamenti climatici; 2) In aumento i livelli di TFA nei vini europei; 3) Cia premia l’agricoltura giovane e green; 4) La spesa italiana vale 11,4 miliardi di euro
In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:
1) Il riso soffre i cambiamenti climatici: Il consumo di riso potrebbe diventare rischioso per la salute. È quanto emerso da uno studio di ricercatori cinesi e statunitensi pubblicato su The Lancet Planetary Health. I risultati indicano che un aumento delle temperature oltre i 2°C, combinato con un innalzamento dei livelli di CO2 nell’aria, determina una crescita delle concentrazioni di arsenico inorganico nel riso, aumento il potenzialmente i rischi per la salute nel corso della vita per le popolazioni asiatiche entro il 2050.
2) In aumento i livelli di TFA nei vini europei: Nuovo campanello d’allarme per l’inquinamento da TFA, acido trifluoroacetico, nei vini europei. Secondo il Rapporto ‘Messaggio dalla bottiglia, il rapido aumento della contaminazione da TFA in Ue’ di PAN Europe – Pesticide Action Network, sono stati riscontrati livelli circa 100 volte superiori a quelli medi misurati in precedenza, già elevati, nelle acque superficiali e potabili. Lo studio ha analizzato 10 vini precedenti al 1988 e 39 recenti, provenienti da 10 Paesi europei, Italia inclusa. I TFA sono stati rilevati in tutti i vini prodotti recentemente, con una concentrazione media di 110 microgrammi per litro (µg/l) e picchi fino a 320 µg/l. I più colpiti dalla presenza del composto chimico sono risultati i vini austriaci. A sottolineare quanto il problema sia tanto grave quanto recente c’è il dato emerso dall’analisi dei vini più vecchi. Nei vini prodotti prima del 1988, infatti, non è stata rilevata alcuna traccia di TFA. È dal 2010, infatti, che i ricercatori hanno osservato l’impennata dei livelli di contaminazione. Le tracce dell’inquinante, sebbene i livelli medi variassero, sono state trovate nei vini di tutti i Paesi in quantità superiori ai già elevati livelli registrati nell’acqua. Inoltre, i vini con più TFA contenevano anche un numero e una quantità maggiore di residui di pesticidi sintetici. In totale, 18 pesticidi sono stati rilevati in tutte le bottiglie, inclusi due fungicidi PFAS: fluopyram e fluopicolide. Lo studio ha analizzato non solo i vini convenzionali, ma anche quelli biologici. Dai risultati è emerso che 4 dei 5 vini bio analizzati non contenevano residui di pesticidi rilevabili, ma tutti contenevano TFA. Per gli autori dello studio, i risultati sono allarmanti sotto due aspetti: le concentrazioni rilevate, che indicano un massiccio bioaccumulo dell’acido trifluoroacetico nelle piante ed il forte aumento della contaminazione negli ultimi quindici anni.
Per contrastare questo pericolosa ascesa, i ricercatori hanno chiesto:
- Un divieto immediato sui pesticidi PFAS e sui gas fluorurati;
- Un programma completo di monitoraggio dei TFA nei prodotti alimentari;
- Un approccio normativo precauzionale che tenga conto delle significative lacune nei dati tossicologici e dei potenziali rischi per la salute pubblica, compresi i bambini.
3) Cia premia l’agricoltura giovane e green: Premiare l’impegno a favore dello sviluppo rurale, della valorizzazione del patrimonio enogastronomico, paesaggistico e ambientale. Questo l’obiettivo della Bandiera Verde Agricoltura, il riconoscimento di Cia-Agricoltori Italiani giunto nel 2024 alla sua XXII edizione e che ha assegnato la Bandiera Verde Gold all’Agri-relais “Coltivare” a La Morra, in provincia di Cuneo. La storia dell’azienda è connessa a quella dell’Agricola Brandini, acquisita dalla famiglia Bagnasco nel 2007. Da subito i proprietari hanno conferito la loro impronta nella filosofia produttiva con al centro del progetto il rispetto della terra e delle persone, l’ambiente, la trasparenza, la semplicità e la curiosità nel conoscere. Oggi, sono le giovani Serena e Giovanna Bagnasco a condurre l’azienda che, per la parte strettamente agricola, si caratterizza per la viticoltura.
4) La spesa italiana vale 11,4 miliardi di euro: Negli ultimi 12 mesi, sugli scaffali di supermercati e ipermercati è diminuita del 2% l’offerta di prodotti alimentari confezionati che sull’etichetta richiamano la loro identità italiana o regionale. In calo, sempre del 2%, anche i volumi venduti. Al contrario, il giro d’affari è salito di +2,1%, avvicinandosi agli 11,4 miliardi di euro. A rivelarlo è l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy che tra le oltre 138 mila referenze analizzate, ha individuato 26.411 prodotti sulle cui etichette compare un claim, un’immagine o un’indicazione geografica come Dop o Igp che ne esprime l’italianità. Nei 12 mesi monitorati tutti i claim e le indicazioni geografiche rilevati nel paniere dell’italianità hanno subìto un calo delle vendite in volume. L’unica eccezione è rappresentata dai 1.335 prodotti a Denominazione d’origine protetta (Dop), i soli a essere cresciuti non solo a valore (+3,5%) ma anche a volume (+2,1%), per un totale superiore a 723 milioni di euro di sell-out. Doppio dato negativo per i 1.222 prodotti a Indicazione geografica protetta (Igp), che hanno perso lo -0,5% a valore e il -2,2% a volume. Analogo il trend dei 932 vini a Indicazione geografica tipica (Igt), le cui vendite sono diminuite di -0,9% a valore e di -7,7% a volume. La classifica per giro d’affari sviluppato in supermercati e ipermercati vede confermato il podio dell’edizione precedente: primo posto per il Trentino-Alto Adige (oltre 392 milioni di euro), seguito da Sicilia (377 milioni di euro) e Piemonte (319 milioni di euro).


