In Europa per inquinare bisogna comprare i permessi. Ecco come funziona il mercato ETS

In Europa per “inquinare” bisogna comprare i permessi. Ecco come funziona il mercato ETS

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Introdotto dall’UE per ridurre le emissioni, l’ETS è il primo mercato del carbonio al mondo: ecco come funziona il sistema delle quote e il mercato volontario dei crediti di CO₂.

Il cambiamento climatico è una delle maggiori sfide di questo secolo. Per questo motivo ogni governo sta cercando (chi più, chi meno) di trovare dei compromessi tra le necessità legate allo sviluppo economico e quelle legate al taglio delle emissioni di anidride carbonica e altri gas serra (che emettiamo quando usiamo petrolio e gas e che sono alla base del riscaldamento globale).

L’Unione europea da tempo ha implementato un sistema definito ETS (Emission Trading System) che rappresenta un vero e proprio mercato del carbonio. Ma cos’è esattamente e come funziona?

Cos’è l’ETS europeo? 

L’ETS dell’Unione europea è uno strumento pensato per ridurre gradualmente le emissioni di gas serra in modo economicamente efficiente. Viene definito come sistema “cap-and-trade” perché viene prima di tutto fissato un tetto massimo (cap) alle emissioni totali consentite per i settori coinvolti (un tetto che si abbassa ogni anno, rendendo sempre più costoso inquinare). Stabilito il tetto, si passa alla compravendita dei crediti (trade).

Nello specifico, le imprese coinvolte ricevono o acquistano “permessi di emissione” (EUAs, European Union Allowances), ognuno dei quali consente di emettere 1 tonnellata di CO₂. Se un’azienda inquina meno del previsto, può rivendere le quote in eccesso a chi ne ha bisogno. In questo modo, si incentiva l’innovazione e la decarbonizzazione: chi inquina meno può guadagnare, chi inquina di più paga.

Introdotto nel 2005, questo sistema copre attualmente circa il 40% delle emissioni totali dell’UE, includendo settori come la produzione di energia, l’industria pesante e l’aviazione. Con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, l’UE ha previsto l’estensione del sistema a nuovi settori e l’adozione di misure più stringenti per ridurre le emissioni.

Più nel dettaglio, ad oggi il sistema include le centrali elettriche che utilizzano petrolio, gas e carbone per generare energia; gli impianti industriali ad alta intensità energetica, come quelli per la produzione di acciaio, cemento e carta, che per loro natura consumano grandi quantità di energia e generano quindi emissioni molto elevate; le compagnie aeree (ma solo per i voli interni allo Spazio Economico Europeo).

A partire dal 2027 il sistema includerà anche i settori del trasporto e del riscaldamento con il nuovo ETS2.

Il mercato dei crediti di carbonio: compensazione volontaria delle emissioni

Parallelamente al sistema regolamentato dell’EU ETS, esiste il mercato volontario dei crediti di carbonio. In questo contesto, aziende e individui possono acquistare crediti di carbonio per compensare le proprie emissioni di gas serra. Un credito di carbonio rappresenta la riduzione o la rimozione di una tonnellata di CO₂ equivalente dall’atmosfera, ottenuta attraverso progetti certificati come la riforestazione, l’energia rinnovabile o l’efficienza energetica.

I crediti di carbonio possono essere acquistati per motivi etici, di responsabilità sociale o per migliorare l’immagine aziendale. Tuttavia, è fondamentale garantire la qualità e l’integrità dei progetti che generano questi crediti, per evitare pratiche di greenwashing e assicurare un reale impatto positivo sull’ambiente.

Sfide e prospettive future

Sebbene l’EU ETS abbia contribuito significativamente alla riduzione delle emissioni nell’UE, il sistema affronta alcune sfide, come la volatilità dei prezzi delle quote e la necessità di evitare la rilocalizzazione delle emissioni (carbon leakage). Per affrontare questi problemi, l’UE ha introdotto meccanismi di stabilizzazione del mercato e sta lavorando all’implementazione del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM).

Nel mercato volontario dei crediti di carbonio, la trasparenza e la credibilità dei progetti sono essenziali. È importante che gli standard di certificazione siano rigorosi e che i progetti siano monitorati e verificati da enti indipendenti. Inoltre, è fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza tra le aziende e i consumatori sull’importanza di ridurre le emissioni alla fonte, oltre alla compensazione.

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