"Le cucine di Camilleri", Ragusa rende omaggio allo scrittore siciliano dal 6 all'8 giugno

“Le cucine di Camilleri”, Ragusa rende omaggio allo scrittore siciliano dal 6 all’8 giugno

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Avrebbe compiuto 100 anni quest’anno, Andrea Camilleri era nato nel settembre del 1925 a Porto Empedocle. La Sicilia tutta e Ragusa in particolare, continuano a omaggiare lo scrittore e sceneggiatore che in tempi moderni più di ogni altro ha fuso la sua letteratura con la cultura siciliana.

Tra i tanti aspetti che compongono l’universo Camilleri la cucina ha sicuramente avuto un ruolo identitario, nei suoi romanzi il cibo diventa una forma di linguaggio, spesso un gesto d’affetto per se stessi o per gli altri. Negli anni Camilleri raccontò che quando aveva voglia di un piatto che non poteva permettersi perché sapeva non avrebbe digerito, si consolava facendolo mangiare al suo personaggio più celebre; Salvo Montalbano.

per celebrare il rapporto di Camilleri con la cucina siciliana, il Teatro Quirino-Vittorio Gassman con il Patrocinio dell’Università di Catania organizza “Le cucine di Camilleri” un evento che si terrà a Ragusa Iblea promosso dalla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia con il Fondo Andrea Camilleri e dal Comitato Nazionale Camilleri 100.

Le ricetta che papà metteva nei romanzi erano quelle della sua infanzia, della nostra famiglia. Metteva in ogni piatto un pezzo del suo mondo”, ha commentato la figlia, Andreina Camilleri.

Dal 6 all’8 giugno, la tre giorni che si avvale della collaborazione di Slow Food Ragusa per gli eventi gastronomici, si terrà nei luoghi che hanno ispirato lo scenario in cui si svolgono le vicende del Commissario Montalbano; in primis la piazza del Duomo di Ragusa.

Parteciperanno con degli interventi dedicati ai testi di Camilleri artisti come Moni Ovadia, Mario Incudine e Cesare Bocci. I fratelli Mancuso, vincitori del premio Tenco nel 2021 con il loro album in dialetto “Manzamà”, renderanno un omaggio musicale allo scrittore siciliano.

L’offerta culinaria comprenderà i piatti preferiti di Camilleri spesso presenti nei suoi romanzi: sarde a beccafico, pasta ‘ncasciata, purpi a strascinasali, arancini (al maschile come sono chiamati nella Sicilia orientale) e cannoli, solo per citare i più celebri.

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