L’evacuazione a scopo precauzionale di circa 800 persone ha permesso di evitare una strage analoga a quella avvenuta sette anni fa, quando un’eruzione causò la morte di 215 persone, oltre a diverse centinaia di feriti e sfollati.
Si è conclusa dopo oltre 30 ore l’eruzione, spettacolare e suggestiva ma potenzialmente molto pericolosa, del vulcano Fuego, in Guatemala. Il vulcano, alto 3.763 metri e situato a poche decine di chilometri dalla Capitale, è considerato il più attivo di tutta l’America centrale e nel giugno 2018 una sua violenta eruzione aveva provocato una valanga che aveva causato 215 morti e diverse centinaia di feriti e sfollati.
Il Coordinamento nazionale per la riduzione dei disastri (Conred) del Guatemala, questa volta, aveva disposto per tempo evacuazioni a scopo precauzionale, una volta che era stato registrato un incremento dei valori dell’attività vulcanica, vero preludio all’eruzione. Circa 800 persone, provenienti da tre villaggi nel Comune di San Pedro Yepocapa, sono state costrette a lasciare le loro case ed ospitate in un rifugio nei dintorni ma al di fuori della zona di rischio. Chiuse anche le scuole in tutta la zona, in modo da proteggere gli studenti non solo di fronte all’emissione di lava e cenere, ma anche per eventuali problematiche legate alla qualità dell’aria.
L’eruzione, iniziata nella serata di mercoledì 4 giugno, è stata dichiarata conclusa nella mattinata di venerdì 6 dall’Istituto guatemalteco di sismologia, che aveva accertato la netta diminuzione dell’attività vulcanica. Le evacuazioni a scopo precauzionale hanno consentito di evitare una tragedia, vista anche la potenza dell’eruzione: dal cratere, si sono alzate in cielo colonne di fumo e cenere, alte oltre 7.000 metri, con flussi piroclastici che hanno trasportato materiali ardenti lungo i pendii del vulcano. Le famiglie evacuate, non appena sarà conclusa la ricognizione dei villaggi più vicini alle pendici del Fuego, potranno fare ritorno nelle loro case grazie ad appositi trasporti.
Ora che il pericolo maggiore è passato, si cerca di capire l’impatto dell’emissione di cenere prodotta dal vulcano sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Un monitoraggio già partito e che sarà effettuato nel medio termine.


