Buone notizie per quanto riguarda l’export umbro, nel 2024, è cresciuto del 16,7%, molto di più della media nazionale. Il balzo in avanti è dovuto principalmente alle ottime performance dei distretti della Maglieria e Abbigliamento di Perugia e dell’Olio.
Secondo il Rapporto annuale economia e finanza dei Distretti industriali dell’Umbria, realizzato da Intesa Sanpaolo, i dati del 2024 relativi all’export umbro, sono una boccata d’ossigeno anche per il futuro, soprattutto in uno scenario economico che rimane complesso e con ancora, tanta incertezza.
L’export dei distretti umbri, sui mercati internazionali, lo scorso anno è cresciuto del 16,7% rispetto al 2023 (+175 milioni di euro) superando 1,2 miliardi di euro e quindi ben al di sopra della media nazionale attestata allo 0.9%.
Il dato è figlio della vitalità, solidità e capacità di adattamento del sistema produttivo regionale.
L’analisi è stata portata avanti dal Research Department di Intesa Sanpaolo, strumento per l’azione di accompagnamento e supporto all’economia locale da parte della Direzione regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo, nell’ambito della Divisione Banca dei territori guidata da Stefano Barrese.
Il Rapporto evidenzia come l’export umbro abbia fatto un grande balzo in avanti principalmente grazie ai distretti della ‘maglieria e abbigliamento’ di Perugia, sul podio dei migliori, e dell’olio: per entrambi si osserva una crescita non sporadica ma che si è rafforzata nel tempo.
La maglieria, da sola, ha rappresentato il 67% delle esportazioni distrettuali e nel 2024 ha realizzato 821 milioni di euro di esportazioni con un balzo di 114 milioni pari al 16,1%.
Il distretto dell‘olio ha raggiunto invece i 327 milioni di euro di esportazioni, con una crescita del 26,5%, la più elevata tra le realtà italiane monitorate nel comparto, favorita in parte da un significativo aumento dei prezzi.
In controtendenza rispetto agli altri distretti umbri, il mobile dell’alta valle del Tevere ha registrato una flessione delle esportazioni pari all’8,7%.
Leggero calo anche per quello della meccanica, considerato anche il contesto recessivo in un mercato strategico come quello della Germania.
Da Intesa Sanpaolo hanno commentato che: “se pur in contesti di incertezza il sistema produttivo umbro trova sempre margini di crescita, con risultati superiori alla media nazionale, e quindi anche in futuro bisogna trovare la forza di osare di più”
L’Umbria è tra le prime regioni per aumento dei valori esportati, con un saldo commerciale (differenza tra esportazioni e importazioni) più che raddoppiato dal 2000 ad oggi.
Il principale mercato per i distretti umbri si conferma quello americano che ha un peso del 19,2% e ha registrato una crescita del 15% rispetto al 2023.
Per contrastare i dazi americani, le imprese umbre stanno introducendo un mix di strategie.
Come principale, ha rivelato il report, c’è quella di cercare nuovi clienti in altri mercati.
Il direttore generale Confindustria Umbria, Simone Cascioli ha sottolineato che, per quanto riguarda l’anno in corso, le prospettive restano comunque incerte, e sarà fondamentale, per le imprese umbre, “adottare strategie di diversificazione e flessibilità per saper cogliere le opportunità che si presenteranno nei vari mercati internazionali”.
“In un contesto globale ancora incerto – ha concluso Simone Cascioli – è fondamentale continuare a investire su innovazione, competenze, formazione e internazionalizzazione, rafforzando le sinergie tra imprese, istituzioni e sistema del credito”
Notizie positive
Per Istat il primo trimestre del 2025, per quanto riguarda le esportazione dell’Umbria, fa segnare un incremento rispetto allo stesso periodo del 2024, un 5,1 % in più.
A fare meglio dell’Umbria solo Friuli, Lazio, Valle d’Aosta e Toscana.
Dai dati Istat emerge invece che peggiori sono, tra le altre, le esportazioni di Lombardia, Piemonte, Emilia ed altre importanti aree del Paese.


