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Cani pericolosi o vittime? La verità è più complessa

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Si parla molto spesso di razze di cani particolarmente pericolose: un errore dal punto di vista giornalistico ma anche politico. Lo dimostrano anche le leggi e le normative che vengono approvate sull’onda emotiva di terribili fatti di cronaca. Una conferenza stampa tenuta alla Camera dei deputati, a cui hanno partecipato diversi esperti di vari settori, rovescia però completamente la visione di insieme e il paradigma.

Si parla molto spesso di cani pericolosi, quasi sempre dopo alcuni casi di aggressione da parte di determinate razze nei confronti delle persone. Un errore a livello giornalistico, che poi spesso si tramuta anche a livello politico, con leggi e normative approvate sull’onda emotiva ma senza validi fondamenti scientifici. Il caso dei patentini obbligatori per determinate razze di cani potrebbe essere una soluzione, ma non tiene conto di vari aspetti, come la reazione dell’animale di fronte ai comportamenti del suo possessore o l’impossibilità di effettuare controlli incisivi. Anche per questo, alla Camera dei deputati, l’onorevole Devis Dori ha organizzato una conferenza stampa sul tema, con preziosi contributi di esperti nei campi dell’attivismo, dell’educazione psico-pedagogica, della medicina veterinaria e della criminologia. I risvolti sono sorprendenti: tutti concordano che non esistono razze di cani più pericolose di altre, semmai alcune di queste sono più gradite a persone con profili potenzialmente antisociali o rilevanti dal punto di vista criminologico.

Innanzitutto partiamo da una considerazione generale: non esistono razze di cane che di per sé sono ‘cattive’. Ma, semplicemente, sono stimolate alcune loro caratteristiche, tra cui anche l’aggressività, da parte dei loro proprietari che li mettono in situazioni di stress, provocando nell’animale stesso, una forma di aggressività. Vediamo molto spesso anche i mass media che, in caso di aggressione da parte di un cane, ad esempio sui bambini, si evidenzia nello specifico una razza, molto spesso il pitbull. In realtà, come è stato evidenziato anche nel corso della conferenza stampa, ogni cane ha le sue caratteristiche e le sue attitudini, fisiche e caratteriali, ma è il possessore che, per come agisce nei confronti del proprio animali, provoca una forma di maltrattamento” – ha spiegato l’onorevole Devis Dori, componente della II Commissione Giustizia della Camera – “Nella relazione uomo-animale, molto spesso, ci si concentra quasi esclusivamente sull’animale, in modo anche discriminatorio, e ci si concentra soprattutto su certe razze e si dice: ‘Quelle razze sono pericolose’. Il problema in realtà è il proprietario che, attraverso forme di maltrattamento varie, ha provocato delle reazioni che diventano aggressive o potenzialmente pericolose per gli esseri umani“.

Purtroppo, qualche giorno fa, la Regione Lombardia ha approvato una proposta di legge al Parlamento e, da questo punto di vista, devo dire che ci sono numerosi errori e mancano supporti di natura scientifica rispetto a determinate affermazioni. Un esempio: si dice esplicitamente che esistono dei cani che sono potenzialmente pericolosi” – ha aggiunto il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra – “Bisogna invece rovesciare il paradigma: non esiste una razza di cani cattiva o pericolosa in sé, ma chiaramente sono reazioni che sono provocate da diverse forme di maltrattamento da parte dei loro proprietari“.

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