Alcuni deputati di Fratelli d’Italia vogliono obbligare i Comuni a monitorare costantemente il livello delle polveri sottili in ambienti indoor come le stazioni della metropolitana o quelle ferroviarie sotterranee. Le concentrazioni di PM10 e PM2.5 a cui sono sottoposti ogni giorno cittadini e turisti sono molto spesso particolarmente elevate rispetto ai limiti di legge.
Una proposta di legge per obbligare i Comuni al monitoraggio della qualità dell’aria anche negli ambienti interni della metro, come le banchine o le vie di accesso. L’idea, che punta a rilevare il livello delle polveri sottili nei luoghi chiusi e frequentati ogni giorno da tanti pendolari, cittadini e turisti, arriva da un gruppo di deputati di Fratelli d’Italia, con l’onorevole Andrea Mascaretti che è primo firmatario della proposta di legge.
“La questione dell’inquinamento indoor è ormai risaputa, sin dall’inizio degli anni 2000 viene resa pubblica a livello internazionale. Le metropolitane di Parigi, Londra, ma anche quelle italiane, tra cui Roma e Milano presentano concentrazioni elevatissime di polveri sottili, anche se le amministrazioni hanno voluto un po’ nascondere la polvere sotto il tappeto. Nel 2010, quando ero assessore del Comune di Milano a fine mandato, fu approvata una legge italiana che recepiva una direttiva europea per porre limiti alle concentrazioni di polveri sottili all’aperto, come il PM10. Quel limite venne abbondantemente superato in molte stazioni della metropolitana” – ha spiegato Andrea Mascaretti, deputato di FdI e primo firmatario della proposta di legge – “Se ne parlò poco e solo allora, quando i sindacati fecero un esposto alla Procura di Milano. La Procura della Repubblica affidò ad Arpa Lombardia le rilevazioni ed emerse che le concentrazioni, in alcuni punti della metropolitana, erano elevatissime. Alla fine del mandato, il testimone passò alla sinistra, con le Giunte Sala e Pisapia: la situazione rimase ferma, in Consiglio comunale avevo presentato diversi emendamenti e ordini del giorno per chiedere di fare delle rilevazioni. A parole andava bene, nei fatti non fu fatto nulla“.
“Oggi, avendo visto che il tema riguarda Roma e tante altre città, ho ritenuto opportuno, con il presidente Rotelli e gli altri firmatari, di presentare una proposta di legge che imponga alle amministrazioni di fare delle rilevazioni per le polveri sottili in metropolitana. Ricordiamo che il sindaco è la prima barriera della salute pubblica in città, oltre che proprietario della metropolitana: vale per Milano, per Roma e per tutte le altre città. Le cose sono note, lo sanno i sindaci e i dirigenti, ma non si fa nulla. Con questa proposta di legge vogliamo imporre alle amministrazioni di fare rilevazioni ogni sei mesi, attraverso enti come Arpa, nei vari punti della metropolitana” – ha aggiunto l’onorevole Mascaretti – “Nel caso in cui venissero rilevate concentrazioni importanti, in determinati punti, proponiamo anche di installare rilevatori fissi attivi giorno e notte, i cui dati andranno resi pubblici sul sito istituzionale del singolo Comune e all’ingresso delle fermate della metropolitana. Questo anche per informare i cittadini sulla qualità dell’aria che respireranno in metropolitana, ma anche per obbligare i Comuni a fare dei piani triennali per intervenire in caso di concentrazioni molto elevate“.
“Un aspetto importante da sottolineare è che quando non ci sono sistemi di filtraggio in uscita, e molto spesso non ci sono, i materiali ferrosi e le polveri sottili emessi in metropolitana finiscono all’esterno tramite griglie o torrini e quindi finiscono sui marciapiedi, sulle strade, sui balconi di cittadini ignari” – ha concluso Andrea Mascaretti – “Una buona parte delle polveri sottili emesse in metropolitana è composta dai sistemi frenanti e dall’attrito tra ruote e binari, quindi immaginiamoci quali siano gli elementi che vanno a comporre le polveri sottili e a cui milioni di cittadini sono esposti inconsapevolmente“.
“La proposta di legge è stata depositata a maggio e da adesso in poi avvieremo un lavoro ‘diplomatico’ all’interno dei Gruppi parlamentari. Una tematica come questa, che io ritengo interessante e puntuale, ha delle cifre di concretezza che la rendono applicabile sin da subito. Potremmo pensare di passare da sede referente a sede legislativa, direttamente in Commissione, trovando un accordo con tutti gli altri partiti: è già successo con altre proposte e questa penso sia interessante, anche perché la maggior parte delle realtà metropolitane sono amministrate tra l’altro da Giunte di centro-sinistra” – il punto di Mauro Rotelli, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della VIII Commissione Ambiente – “La novità importante è l’attenzione sull’inquinamento indoor, che non è assolutamente scontato. Ogni tanto nelle cronache esce fuori l’argomento, magari perché c’è l’inquinamento da monossido di carbonio in alcune situazioni – penso ad esempio ai nuovi regolamenti per le case vacanze o per i bed and breakfast, con l’obbligo di installare rilevatori – e solo due giorni fa un hotel aveva proprio questo problema. Qui parliamo di PM10, di polveri sottili, di un inquinamento che va ad aggiungersi a quello che già c’è all’esterno. Abbiamo detto in conferenza stampa: pensiamo ai tunnel, ai trafori, oppure a quelle stazioni ferroviarie, come ad esempio accade a Bologna, che sono totalmente sotterranee. Anche in questi casi bisognerebbe applicare un monitoraggio di questo tipo“.


