Wonderwallà, online il tour virtuale di Wallà aspettando il festival dal 29 al 31 agosto

Wonderwallà, online il tour virtuale di Wallà aspettando il festival dal 29 al 31 agosto

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Si arricchisce di nuovi murales il piccolo borgo di Vallà, in Veneto, diventato un punto di riferimento per la street art grazie a Wallà, (fusione del termine inglese wall, muro, e il nome del borgo) un festival che punta sulla rigenerazione urbana che oggi si arricchisce di un tour virtuale.

L’ultima opera realizzata è “Dove vagano le bestie selvagge” firmata da Dulk, al secolo Antonio Segura Donat, artista spagnolo di fama internazionale. Dulk ha raccontato di avere riunito nella sua opera un gruppo di personaggi che, come molte specie in via d’estinzione, sono costretti a migrare, lasciando il proprio habitat alla ricerca di un luogo migliore”, il murale vuole essere un invito a immaginare “nuovi percorsi, nuovi modi di coesistere.”

L’evento finale Wonderwallà, dal 29 al 31 agosto, permetterà di ammirare tutte le opere realizzate nel borgo; 23 murales che dal 2021 hanno ridisegnato il volto del paese. Grazie al sito web è possibile camminare virtualmente tra i muri dipinti, “scoprirne l’autore, la storia e l’intervento creativo. Un invito alla visita fisica, ma anche un’opportunità per scuole, appassionati d’arte, viaggiatori e curiosi da ogni parte del mondo di visitare il borgo.”

“Il progetto The Wallà rappresenta una delle esperienze più significative e innovative di valorizzazione culturale e rigenerazione urbana che abbiamo intrapreso nel nostro territorio”, commenta Matteo Guidolin in rappresentanza del collettivo Bocaverta. “È nato dal desiderio di dare nuova linfa a un piccolo borgo, ma in pochi anni ha saputo conquistare l’attenzione nazionale e internazionale, diventando un punto di riferimento per la street art e per le politiche culturali partecipative. A livello turistico, The Wallà sta generando un indotto crescente, attirando visitatori da tutta Italia e dall’estero, grazie anche al virtual tour e al festival Wonderwallà, che portano attenzione mediatica, presenze e nuove opportunità. Ma l’aspetto che mi rende più orgoglioso è vedere come la comunità stia facendo proprio questo percorso: i cittadini non sono spettatori, ma co-autori di una rinascita culturale che sta cambiando il volto del nostro paese.

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