Global Sumud Flotilla, partenza rimandata a causa del vento

Global Sumud Flotilla, partenza per Gaza rimandata a causa del vento

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“A causa delle condizioni meteo avverse, siamo obbligati a tornare in porto in attesa che la tempesta passi” partenza rimandata per la Global Sumud Flotilla.

Intanto Israele assicura che i membri dell’equipaggio “Saranno trattati come terroristi”,  per bocca del ministro della sicurezza nazionale, Israele promette di usare nei confronti degli attivisti della Global Sumud Flotilla lo stesso trattamento riservato a chiunque sia considerato terrorista.

Erano da poco partite da Barcellona per quella che è stata ribattezzata come la più grande missione umanitaria della storia, le prime imbarcazioni della Flotilla che punta verso Gaza per distribuire beni di prima necessità e forzare l’assedio della popolazione. le imbarcazioni destinate a partire dall’Italia continuano invece a dirigersi verso la Sicilia.

Gli attivisti verranno bloccati e detenuti in carceri di massima sicurezza, promettono da Israele, al contrario di quanto accaduto per le imbarcazioni che in passato hanno provato ad arrivare a Gaza. Questa volta, però, non si tratta di un’unica nave ma di 50 imbarcazioni che proveranno a superare il blocco israeliano contemporaneamente. Sarà molto più difficile bloccarle tutte.

Tra gli attivisti che si sono imbarcati la più nota è sicuramente Greta Thunberg, ideatrice dei Fridays for Future, che è al suo secondo tentativo di sbarco a Gaza. Accanto a lei persone provenienti da diverse realtà sociali e politiche.

Alcune imbarcazioni sono state dipinte dalla street artist Laika che ha realizzato l’opera Sumud che ritrae una donna palestinese intenta a indicare la rotta da seguire, mentre migliaia di persone nei porti del Mediterraneo augurano buon vento alla Flotilla.

“Qualcuno ha detto che la GLOBAL SUMUD FLOTILLA è un fallimento e non sarebbe dovuta esistere: è vero. -afferma Laika- Non doveva esserci questo terribile genocidio, né questa marea di persone che mi emoziona e mi toglie il fiato per la loro forza nel resistere, mettendosi in pericolo. Ho voluto lasciare una traccia, un messaggio nel posto giusto…

 

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È stato un immenso onore dare colore alle navi di donne e uomini coraggiosi che, attraverso un’azione senza precedenti, cercano di rompere l’assedio della Striscia di Gaza: una terra martoriata, dove ormai ci sono più bombe che bambini, Israele e il suo governo, con la complicità dei governi occidentali, vogliono cancellare ogni traccia di questo popolo; a Gaza con una ‘soluzione finale’ che richiama le pagine più buie della storia europea, e in Cisgiordania con gli attacchi dei coloni e gli espropri di terre. Non possiamo permetterlo. Questa spedizione è lo specchio di un mondo che si ribella e scende in piazza contro la barbarie. Il messaggio è chiaro: bisogna scegliere da che parte stare. La scia che lascia la donna palestinese rappresenta tutti noi: una marea di umanità che non si fermerà finché il popolo palestinese non avrà pace e uno Stato”.

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