Nella splendida cornice del Castello Teofilatto di Torre Cajetani, si è tenuta la Prima Giornata Nazionale per la Giustizia, un appuntamento promosso dall’A.GI.FOR- Associazione Giovanile Forense, per celebrare quarant’anni di battaglie in difesa della professione forense e del diritto dei cittadini ad avere una giustizia equa ed efficace.
Un confronto aperto sui grandi temi della giustizia, sul futuro della professione forense e sulle riforme necessarie per rendere la giustizia più rapida, accessibile e vicina alle persone.
“A.Gi.For. è un’associazione che si batte dal 1985 in favore degli avvocati e in favore soprattutto dei giovani avvocati. Perché – ha dichiarato l’Avvocato Filippo Carusi, Presidente dell’A.Gi.For. Sezione di Roma – non possiamo rimanere fermi a 40 anni fa, ma dobbiamo continuare ad andare avanti con le nostre battaglie”.
“Purtroppo con il processo telematico noi avvocati ci siamo allontanati l’uno dall’altro. Un tempo, noi colleghi – ha aggiunto Carusi – ci incontravamo tutti quanti al cortiletto del Tribunale oppure davanti al giudice di pace. Con il processo telematico, con l’udienza in trattazione scritta, abbiamo perso questa possibilità di incontrarci. E allora dobbiamo ritrovare insieme un collante. E quale miglior collante potrebbe essere la deontologia? La deontologia ci deve unire e l’A.Gi.For. deve, grazie all’attività nel territorio, recepire le istanze che i giovani colleghi portano a noi: quelle istanze di miglioramento dei funzionamenti delle strutture giudiziarie e anche di quegli strumenti che servono per far capire al legislatore come intervenire nel mondo della giustizia. E noi siamo qua per questo.”
Tra i temi al centro del dibattito, anche il ruolo delle donne avvocato, che negli anni hanno contribuito a cambiare il volto della professione forense, portando avanti battaglie per l’uguaglianza, la rappresentanza e la tutela dei diritti fondamentali.
“Come donne avvocato abbiamo tanti, tanti ostacoli ancora da superare – ha dichiarato Camilla Ranzi Catalani, Avvocato del Foro di Roma – alcuni facilmente superabili anche con l’aiuto dei nostri colleghi uomini, che sono anche i nostri partner di vita, i nostri padri, i nostri fratelli, i nostri figli. Diciamo che stiamo arrivando a delle figure apicali, e questo mi fa molto piacere. La strada però è ancora abbastanza lunga e, secondo me, dovremmo fare ancora molto di più e potremmo fare anche molto di più. Soprattutto, a livello culturale, tra noi stesse, è fondamentale la solidarietà femminile per riuscire a ottenere dei passi avanti e delle vittorie sia ai nostri occhi che agli occhi degli uomini.”
Quarant’anni di battaglie, un presente di sfide e un futuro ancora da costruire: è stato questo il filo conduttore della giornata nella quale si è evidenziato con forza che la giustizia si conferma un valore da difendere e rinnovare ogni giorno.
“Dal punto di vista umano e professionale, siamo soddisfatti, perché tante persone hanno aderito alla nostra richiesta di partecipare e di dare un contributo per un messaggio di fiducia e di speranza nella giustizia. Lo possiamo fare – ha spiegato l’Avvocato Carlo Testa, Presidente dell’Accademia Nazionale del Diritto – solo riconoscendo quali sono i veri valori del diritto, quali sono i nostri doveri, qual è la nostra deontologia, qual è la missione del giurista in questa società civile che tanto ha bisogno di diritto, di giustizia e di pace”.
“È un contributo, penso – ha aggiunto Testa – dell’Avvocatura, oggi, di alto livello, avvenuto in questa cornice bellissima di Torre Cajetani, che ci ha ispirato anche idee più forti e valori più alti rispetto a quelle miserie umane a cui oggi siamo purtroppo abituati ad assistere, anche nel mondo del diritto.”


