Fanno orrore le immagini diffuse dall’organizzazione animalista francese L214 che ha realizzato un’inchiesta sull’uccisione di pulcini appartenenti alla linea dei polli broiler. I pulcini vengono triturati quando sono ancora vivi e pienamente coscienti poiché in Francia è proibita soltanto l’uccisione dei pulcini maschi nati da galline ovaiole e non di altre razze.
Le immagini sono state girate in uno stabilimento della Nuova Aquitania, i pulcini vengono posti su un nastro che li trasporta fino al trituratore.
L214 ha presentato una denuncia nei confronti dell’incubatoio per gravi maltrattamenti e abusi sugli animali chiedendo ad Annie Genevard, Ministra dell’Agricoltura francese, di fermare l’abbattimento selettivo di tutti i pulcini coinvolti nell’industria alimentare.
“L’inchiesta di L214 mostra uno degli aspetti più aberranti dell’industria alimentare: la triturazione di animali appena nati, trattati come scarti solo perché considerati inutili ai fini produttivi. Questo sistema deve cambiare e un mutamento legislativo fino a qualche anno fa impensabile oggi è in corso. Pur in assenza di una normativa europea comune, infatti, divieti di uccisione dei pulcini maschi sono già stati adottati in Italia, Francia, Germania, Lussemburgo, Austria e Belgio. Oggi ci uniamo alla richiesta di L214 di estendere le tutele a tutti i pulcini coinvolti nell’industria zootecnica” ha detto Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.
L’associazione ricorda che in Italia, una legge approvata nel 2022 vieta l’abbattimento selettivo dei pulcini maschi nell’industria delle uova. A seguito di anni di mobilitazioni e sollecitazioni rivolte al Governo, il decreto attuativo è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. “Le linee guida in esso contenute permettono agli incubatoi italiani di implementare il divieto di abbattimento selettivo dei pulcini maschi attraverso l’uso di tecnologie di sessaggio in ovo (il riconoscimento del sesso del pulcini prima della schiusa), l’adeguamento delle strutture e una comunicazione trasparente al consumatore tramite etichettatura volontaria delle uova e campagne informative.”


