Nello scorso autunno, è arrivata la tanto attesa autorizzazione, da parte del Ministero della Salute, della cura più sicura e promettente contro la peritonite infettiva felina, che uccide oltre il 90% dei gatti malati. Il problema, però, non è risolto, come spiega la deputata Eleonora Evi, che sul tema ha organizzato una nuova conferenza stampa alla Camera.
Una cura legale contro la FIP, la peritonite infettiva felina, è finalmente disponibile dopo l’autorizzazione, giunta nello scorso autunno, da parte del Ministero della Salute. Per curare i gatti da una malattia grave e mortale in oltre il 90% dei casi, causata da un coronavirus felino mutato, i veterinari possono ora prescrivere preparazioni galeniche a base di un metabolita, il GS-441524. Una notizia importante, anche perché finora le uniche cure possibili erano illegali, costose e disponibili solo sul mercato clandestino e sul dark web, senza alcuna garanzia di sicurezza.
Anche per questo, l’onorevole Eleonora Evi, del Partito democratico, che in passato insieme ad altri deputati si era spesa affinché venisse autorizzata la cura più promettente e sicura contro la FIP, alla Camera ha organizzato una conferenza stampa a cui hanno partecipato volontari, veterinari e farmacisti. Per rendere la cura più disponibile a tutti, ora sono essenziali la formazione e l’informazione di tutti gli attori coinvolti.
“Il tema adesso è che in Italia ora abbiamo una cura legale. In realtà ne abbiamo due, perché da un lato abbiamo il Remdesivir, con l’utilizzo in deroga per gli animali del farmaco ad uso umano del Veklury, ma ha costi esorbitanti e inaccessibili, quindi non può essere la strada. C’è però, fortunatamente, la cura legale della preparazione galenica a base di GS e questa è senza dubbio la strada giusta, che l’Italia finalmente ha intrapreso” – il punto dell’onorevole Eleonora Evi – “Rimangono però tutta una serie di ostacoli e criticità che fanno sì che questa cura non arrivi alle famiglie, per curare i tanti, tantissimi gatti che oggi soffrono di questa malattia terribile. Gli ostacoli sono tantissimi, in primis una grandissima confusione tra questi due farmaci, che viene peraltro diffusa e ‘narrata’ in momenti di restituzione formale e pubblica da parte di alcune associazioni di categoria“.
“Abbiamo davvero la necessità di formare e informare i veterinari di queste nuove possibilità e di questi strumenti che hanno a disposizione, ma soprattutto abbiamo la necessità di fare chiarezza sulle somministrazioni e sui dosaggi, che sono molto diversi tra i due farmaci. Abbiamo bisogno di chiarezza, di protocolli certi, di terapie standardizzate e quindi di informazion chiare” – ha aggiunto la deputata del Partito democratico – “E poi abbiamo bisogno anche di colmare dei vuoti che oggi abbiamo, in primis penso al tema delle scorte. La preparazione galenica è estemporanea per sua natura, questo è vero, ma abbiamo a che fare con una malattia brutale, una malattia molto grave, di fronte alla quale anche solo 24 ore possono fare la differenza. E quindi la richiesta, molto legittima e sensata, da parte delle farmacie galeniche ma anche da parte dei veterinari, di avere delle piccole scorte per poter intervenire immediatamente è essenziale. Così come anche il chiarimento rispetto agli utilizzi, non solo forma orale ma anche la forma iniettabile sottocutanea del farmaco a base di GS“.
“Tutti questi chiarimenti devono arrivare e la politica non può più mettere la testa sotto la sabbia, convinta che il problema sia già stato risolto. Perché il problema non è risolto, è necessario uno scatto in avanti da parte delle istituzioni e in particolar modo da parte del Ministero della Salute” – ha spiegato Eleonora Evi – “Dobbiamo assolutamente fare quell’operazione di formazione e informazione per poter ‘arrivare a meta’, e quindi riuscire a fornire davvero una cura ai tanti gatti che ancora oggi, purtroppo, soffrono, e soprattutto muoiono, a causa di questa malattia terribile“.


