Raccolta piccoli RAEE Italia promossa, ma non a pieni voti

Raccolta piccoli RAEE: Italia promossa, ma non a pieni voti

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Ritiro piccoli RAEE: Italia promossa, ma non a pieni voti. Secondo l’indagine realizzata da Legambiente e sostenuta da Erion WEEE, in alcuni negozi non è ancora possibile conferire piccoli elettrodomestici arrivati a fine vita attraverso il servizio gratuito “1 contro 0”.

Lo smaltimento gratuito dei piccoli RAEE in Italia è davvero semplice? A dieci anni dall’entrata in vigore della normativa “1 contro 0” sui piccoli RAEE, i Rifiuti di Apparecchiature Elettroniche ed Elettriche con dimensioni inferiori ai 25 cm, Legambiente ha verificato il livello di applicazione del servizio sul territorio nazionale.

“Con questa indagine vogliamo riportare in primo piano il tema del conferimento dei piccoli rifiuti elettronici sotto i 25 centimetri e la pratica dell’1 contro 0. Nelle nostre case abbiamo spesso piccoli RAEE di cui disfarci e su cui esiste un servizio di raccolta previsto dalla legge. I dati ricavati con Il nostro Cliente Misterioso se da una parte ci portano notizie incoraggianti, dall’altra ci indicano anche dove bisogna intervenire perché spesso i punti vendita non sono informati”, ha dichiarato Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente.

“Per questo è fondamentale promuovere a livello nazionale e territoriale più campagne di informazione e sensibilizzazione per informare i commercianti, chi lavora con loro, e i cittadini di ogni età. Non dimentichiamo che i RAEE, se non correttamente conferiti, possono avere impatti ambientali pericolosi soprattutto per l’effetto delle sostanze nocive sull’ambiente e sulla salute. Dall’altro lato conferirli correttamente significa anche permettere di riciclare materie prime fondamentali, tra cui spiccano le Materie Prime Critiche che sono sempre più al centro di tensioni geopolitiche”, ha concluso Ciafani.

Tra ottobre e novembre 2025, volontari e volontarie di Legambiente hanno vestito i panni del Cliente Misterioso, visitando in incognito 141 punti vendita di 14 diverse catene della grande distribuzione elettronica in 8 regioni italiane (Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana e Valle D’Aosta).

Secondo l’indagine “Missione RAEE: zero scuse”, presentata a Milano dall’associazione ambientalista e sostenuta da Erion WEEE, l’Italia risulta promossa, ma non a pieni voti. Nell’86% dei negozi oggetto del monitoraggio è stato possibile conferire i piccoli RAEE senza difficoltà. Ma c’è ancora molto da fare: nonostante l’obbligo normativo che impone ai grandi punti vendita di elettronica di ritirare gratuitamente smartphone, cavetti, telecomandi, tostapane, rasoi elettrici, minipimer arrivati a fine vita, nel 14% dei casi (20 negozi su 141) non è stato possibile conferire i dispositivi in disuso.

“I risultati di questa analisi realizzata da Legambiente sono sostanzialmente positivi, considerando che la grande maggioranza dei negozi visitati consente ai cittadini di esercitare il loro diritto al conferimento gratuito dei piccoli RAEE”, ha dichiarato Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE.

“Tuttavia, si tratta di un obbligo di legge, non di un’azione volontaria. Esistono quindi ampi margini di miglioramento ed è necessario far sì che tutti negozi più grandi di 400 mq consentano ai consumatori di fare la cosa giusta in semplicità. È importante – ha aggiunto Arienti – continuare a informare i cittadini attraverso campagne di comunicazione su larga scala che rendano chiaro il concetto di “RAEE” e più familiare l’abitudine al corretto conferimento. Non c’è riciclo delle materie prime senza raccolta dei RAEE e non c’è raccolta senza un corretto conferimento da parte di noi cittadini”. 

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