Inquinamento ambientale, PFAS e microplastiche, Miani (Sima): “Fare un buon pronto intervento è normalizzare l’emergenza”.
Salute umana, animale e ambientale – secondo l’approccio “One Health” – sono strettamente interconnesse e la loro tutela mantiene in equilibrio tutto l’ecosistema. La crisi climatica e i rischi ambientali crescenti rendono necessaria, oltre alla prevenzione, anche la risposta nell’emergenza.
Nell’ambito del convegno “Pronto Intervento Ambientale” organizzato a Montecitorio, Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), ha fatto il punto sull’emergenza quotidiana causata da diverse tipologie di inquinanti ambientali.
“Sicuramente il pronto intervento è intervenire per evitare che ci siano dispersioni nell’ambiente di sostanze che possano incidere negativamente sulla salute umana e poi, indirettamente, anche animale e vegetale in una ottica di approccio One Health. Per noi però il pronto intervento non è solamente l’eccezionalità dell’emergenza, è la quotidianità, l’esposizione quotidiana a tutti quegli inquinanti, a partire da quelli dell’aria, che incidono costantemente sulla salute umana. I numeri a livello epidemiologico ci dicono che sono veramente decine di migliaia i decessi prematuri evitabili in Italia come anche in Europa, per esempio per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico”.
“Oggi ci sono altre emergenze – ha aggiunto Miani – come l’inquinamento da PFAS, soprattutto delle acque micro e nanoplastiche che incominciano ad essere ubiquitarie. Fare un buon pronto intervento vuol dire normalizzare l’emergenza, non vedendola come un atto isolato, ma come un impegno costante della collettività, della politica e delle istituzioni nel prevenire l’effetto dell’ambiente inquinato prima che si manifesti la malattia”


