Nella seconda giornata di Ecofuturo Festival, dal 13 al 16 maggio presso la Città dell’Altra Economia, a Roma, focus su riconversione agricola e industriale e sulla gestione delle risorse naturali.
Servizio di Mariaelena Leggieri
Dal 13 al 16 maggio, presso la Città dell’Altra Economia, a Roma, quattro giorni di convegni, workshop e formazione gratuita sull’innovazione ecotecnologica, la transizione energetica e la sostenibilità ambientale con la 13esima edizione di Ecofuturo Festival.
Lo slogan di quest’anno, “L’ecopresente è conveniente”, riassume il messaggio centrale dell’evento: la sostenibilità non è più solo una scelta ideale, ma anche la risposta economicamente più vantaggiosa per tutti alle sfide del nostro tempo.
Nella seconda giornata del festival è stato dedicato ampio spazio alla riconversione agricola e industriale e alla gestione delle risorse naturali. Tra i tanti temi affrontati ci sono il ruolo del biogas nella transizione verde italiana, la coltivazione e riforestazione con piante ad alta sostenibilità, l’impiego di alternative ai concimi fossili e la gestione sostenibile di bacini e lagune.
Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, ha spiegato a TeleAmbiente l’importanza di fare la giusta comunicazione per l’energia che costa meno: “C’è un’idea, che viene dal passato, secondo cui occuparsi di ambiente può essere nobile ma è un danno o un problema per l’economia. L’ha detto Mattarella qualche mese fa, oggi è il contrario. Se tu non presidi quel campo, e questo vale per le rinnovabili, per l’auto elettrica, per tante politiche, indebolisci l’economia”.
“I settori in cui l’Europa ha perso di più hanno a che fare con politiche ambientali non spinte adeguatamente”, ha continuato Realacci. “Prendiamo l’esempio dell’energia: la Cina non esisteva nel campo delle politiche energetiche, adesso è il gigante delle politiche rinnovabili nel mondo, l’anno scorso ha installato 430 gigawatt, più della metà di quanto installato in tutto il mondo, di rinnovabili, soprattutto solare, eolico e poco idroelettrico. Il nucleare è stato 1 gigawatt, cioè 430 mila a 1000. Perché gli costa meno. Trump ha detto che le pale eoliche danneggiano l’ambiente e costano tantissimo, ma sono alcuni anni che lo stato americano che mette più eolico è il Texas, perché se lo fai bene costa meno”.
“Nelle imprese inizia a essere diversa la cosa. Quando il direttore di Bankitalia, i grandi manager del settore industriale e il Presidente Mattarella ti dicono ‘non perdiamo tempo, rinnovabile ed efficienza’, si capisce che conoscono i numeri. La politica va in un’altra direzione, sicuramente nel centrodestra, con questa fantastica proposta di rispondere alla crisi energetica puntando sul nucleare. In Francia sono 20 anni che non si apre una centrale nucleare nuova, negli Stati Uniti anche, perché? Perché costa tantissimo e crea tanti problemi e noi, che siamo liberi da questo e ci attardiamo. Qui c’è anche la colpa di una parte dell’opinione pubblica ambientalista che alla fine si oppone a tutto e finisce per favorire i cattivi”, ha spiegato il presidente di Fondazione Symbola.
“La Sardegna si oppone alle rinnovabili ma ha speso una quantità di soldi incredibile sul carbone del Sulcis, che non è mai stato usato perché è pieno di zolfo. Tutti dobbiamo cambiare rotta e lo dobbiamo fare presto. Come ci dimostra la guerra fra Stati Uniti, Israele e Iran, i tempi non ci aspettano e costruire un futuro più a misura d’uomo è l’unica soluzione”, ha concluso Realacci.
Tra i tanti temi affrontati, c’è stato anche quello della riconversione agricola italiana, un processo che il Consorzio Italiano Biogas (CIB) porta avanti da 20 anni.
“Il lavoro del CIB in questi 20 anni è stato un continuo cambiamento – ha raccontato a TeleAmbiente Piero Gattoni, presidente di CIB – “Abbiamo lavorato su tematiche di frontiera, sul ritorno di un modello più circolare, come la digestione anaerobica sia stata importantissima, non solo per capire che dalle aziende agricole si doveva produrre non solo cibo di qualità, ma anche bioenergia e biomateriali. Un modello che ha messo la Terra al centro e su cui abbiamo trovato una grande alleanza con Ecofuturo, in una visione in cui le tecnologie delle rinnovabili possano essere reattori di un cambiamento per un modello economico che sia non solo più sostenibile a livello ambientale ma che porti anche un grande competitività del nostro sistema paese”.
“Le nostre aziende hanno costruito un’infrastrutturazione che ha portato l’Italia ad essere tra i maggiori produttori di gas rinnovabile e oggi, con l’attuale sistema geopolitico, con le crisi che stiamo vivendo, si capisce quanto sia importante avere maggiore sicurezza e indipendenza energetica”, ha continuato Gattoni. “Non solo dobbiamo fare bene, ma dobbiamo saperlo anche raccontare, perché solo attraverso l’accettabilità e la voglia di tutti, anche dei cittadini, di consentire un cambiamento che passa anche attraverso i territori riusciremo a costruire un paese più indipendente, più sicuro e più sostenibile dal punto di vista ambientale”.
Nel corso del panel “CER elettriche e del calore: al centro della riconversione eco-urbana” è stato affrontato il tema delle pompe di calore nella riconversione urbana.
“La pompa di calore è al centro perché abbiamo capito che è fondamentale produrre energia elettrica con impianti fotovoltaici, accumularla con le batterie, però questa energia elettrica dobbiamo anche usarla in modo intelligente, non solo per cucinare, accendere le luci, ma anche per riscaldare e raffrescare la casa”, ha spiegato a TeleAmbiente Samuele Trento di Sigillo Sicuro.
“La pompa di calore ci sembra una tecnologia nuova, in realtà è vecchia di 50 anni, anche di più e in Italia è sempre stata un po’ boicottata. Adesso è il tempo di applicarla, nelle case, nei condomini, nei capannoni industriali”, ha continuato Trento.
“In Italia abbiamo i player principali della produzione di caldaie a gas, quindi da decenni i grossi gruppi industriali italiani hanno prodotto caldaie. Naturalmente la riconversione della produzione da caldaie a pompe di calore è molto difficile, soprattutto perché aprendo il mercato alle pompe di calore non c’è più solo l’Italia ma iniziano a esserci Europa, Asia, America. Questo scombinerebbe di molto il mercato”, ha concluso Trento.
Ecofuturo Festival, nella prima giornata Italia rinnovabile contro la povertà energetica
Hanno partecipato alla prima giornata – dedicata all’energia rinnovabile e alla povertà energetica – Elly Schlein, segretaria nazionale del Partito Democratico, Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e Stefano Patuanelli, vicepresidente del Movimento 5 Stelle.


