L’appello di 62 sindaci, da Nord a Sud, raccolto dall’onorevole Simona Bonafè: “Molti di loro vengono da piccoli e piccolissimi Comuni delle aree interne, per loro si tratterebbe di un’occasione importante”. In molti casi, tra l’altro, i cantieri erano già partiti o erano stati fatti investimenti per i progetti esecutivi.
Si parla, e si discute anche a livello politico e parlamentare, dello spopolamento delle aree interne, ma poi accade anche che ben 62 Comuni italiani, da Nord a Sud, si sono ritrovati con una pessima sorpresa. Quasi 49 milioni di euro di finanziamenti pubblici, promessi nel 2016 per interventi di riqualificazione e recupero di siti di grande valenza storica, architettonica, archeologica e culturale, sono stati congelati a cavallo tra il 2022 e il 2023. Il tutto, mentre gran parte di questi Comuni aveva già investito risorse facendo partire i primi lavori o approvando progetti esecutivi. L’ennesimo schiaffo ai piccoli centri delle aree interne ha portato all’appello di 62 diversi sindaci italiani, riuniti nel Coordinamento Comuni Progetto Bellezz@, che è stato raccolto dall’onorevole Simona Bonafè, deputata del Partito democratico, che ha organizzato una apposita conferenza stampa alla Camera.
“Stiamo parlando di 62 Comuni e di sindaci di diversi colori politici, e quindi il tema qui è fare in modo che questi Comuni, che hanno già in gran parte investito in progetti esecutivi per recuperare alcune opere, magari meno conosciute ma molto importanti nelle varie realtà locali. Si tratta di recuperare queste risorse che erano state messe a disposizione e poi definanziate da una delibera del Cipess” – ha spiegato l’onorevole Simona Bonafè, deputata del Partito democratico – “Questa conferenza stampa serve per dire che si tratta di progetti importanti, non solo per la valorizzazione identitaria dei piccoli Comuni, ma anche per lo sviluppo di queste realtà. Si deve trovare un modo, noi avevamo pensato alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza ma non è stato possibile, per tirar fuori queste risorse e mettere questi Comuni in condizione di completare le opere, laddove hanno iniziato, di farle ove vi siano già progetti esecutivi, e di dare la possibilità a imprese e cittadini di avere anche questo elemento di sviluppo delle realtà territoriali. In molti casi, si tratta di piccoli e piccolissimi Comuni delle aree interne e si tratterebbe di una occasione importante per loro“.


