In occasione del ritorno degli studenti in aula, Legambiente lancia il report “Ecosistema Scuola” per chiedere più risorse utili a garantire istituti più sicuri.
Arrivederci ore e ore di dolce far niente, bentornate giornate tra libri, meglio se usati, e calcolatrici. Con la riapertura delle scuole, per gli studenti italiani l’estate diventa un lontano ricordo. Il suono della prima campanella, però, riaccende i riflettori sui ritardi cronici degli istituti pronti a ospitare giovani e giovanissimi per i prossimi nove mesi.
Secondo “Ecosistema Scuola. XXVI Rapporto sulla qualità degli edifici e dei servizi scolastici in Italia” di Legambiente basato sull’analisi di 7.188 strutture di competenza comunale, nel 2025 edilizia scolastica e servizi scolastici crescono non soltanto troppo lentamente ma anche a velocità diverse, con marcate differenze tra Nord, Centro e Sud della Penisola. Pochissimi, inoltre, i passi avanti fatti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) negli ultimi cinque anni, nonostante lo stanziamento di 11,65 miliardi di euro per oltre 9.500 interventi: bene i lavori di manutenzione e riqualificazione, male i progetti su nuove scuole e asili nido.
Due i dati emblematici: nel 2025 quasi un edificio su tre (31,7%) necessita ancora di lavori urgenti, mentre, sempre nel 2025, sei programmi su dieci relativi ai moderni istituti sono tutt’oggi in fase di esecuzione.
Ed ecco perché la Responsabile Nazionale Scuola di Legambiente, Claudia Cappelletti, lancia un appello al Governo Meloni per chiedere interventi e risorse utili a garantire scuole italiane più sicure ed efficienti: “La vera sfida è costruire edifici sostenibili, inclusivi e aperti al territorio, affinché si possano offrire a tutti gli studenti le stesse opportunità“.


