Villa Paganini, il primo parco sentinella per il clima di Roma

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Roma presenta il suo primo “parco sentinella”, Villa Paganini: un parco urbano oltre l’antropocene.  Il progetto nasce da un accordo fra Roma Capitale, CNR-IRET e ARPA Lazio, realizzato in collaborazione con lo studio Schiattarella Associati e Marta Francocci.

I risultati sono stati presentati il 16 settembre, seguiti da un incontro aperto al pubblico con il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso.

Lo storico giardino ottocentesco del quartiere Nomentano è stato trasformato da uno spazio esclusivamente ricreativo in un laboratorio per il monitoraggio della biodiversità, della qualità dell’aria e degli effetti dei cambiamenti climatici. Un’infrastruttura verde che, attraverso l’adozione di Nature-based Solutions come l’implementazione di diverse specie vegetali, interventi di depavimentazione, ombreggiamento e creazione di rifugi climatici, riduce l’impatto dell’inquinamento urbano e migliora concretamente la qualità dell’ambiente cittadino circostante.

Un laboratorio a cielo aperto contro i cambiamenti climatici

L’innovazione di Villa Paganini risiede nella raccolta sistematica di dati in loco relativi a suolo, piante e aria, superando un approccio puramente decorativo. La vegetazione, già ben diversificata, diventa una vera e propria tecnologia bio-meccanica: ogni forma fogliare, portamento e dimensione interagisce in modo specifico con le diverse frazioni del particolato atmosferico, contribuendo a massimizzarne la quantificazione e la rimozione.

I dati raccolti attraverso il monitoraggio all’interno del parco saranno poi confrontati con quelli rilevati all’esterno, lungo la trafficata Via Nomentana. Il confronto permetterà di comprendere più precisamente il contributo della vegetazione e di valutare l’efficacia delle soluzioni adottate, trasformando il parco in un osservatorio permanente sulle condizioni ambientali della città. I risultati potranno essere condivisi sia in ambito scientifico sia attraverso attività di formazione ambientale, rendendo più comprensibili ai cittadini il funzionamento degli ecosistemi urbani e il ruolo del verde nella mitigazione degli impatti climatici.

Verso una “città vivente”, gli obiettivi nazionali e europei

Il progetto si inserisce nel quadro del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) del 2023 e degli impegni assunti con il Climate City Contract, nell’ambito del quale Roma rientra tra le cento città della Missione UE “Climate-Neutral and Smart Cities” entro il 2030.

Il nuovo volto di Villa Paganini porta la Capitale sempre più vicina all’ideale di una “città vivente”, dove parchi e giardini diventano strumenti fondamentali di mitigazione e adattamento, nodi di una rete naturale capace di adattarsi e rigenerarsi. In questa prospettiva, il parco non è più soltanto uno spazio da attraversare o vivere nel tempo libero, ma un’infrastruttura urbana capace di produrre conoscenza e benefici ambientali misurabili.

Il progetto si propone come un prototipo concreto e replicabile di autentica coabitazione ecologica.

 Architettura, scienza e natura, le dichiarazioni degli esperti.

Sul valore di questa trasformazione urbana, l’Arch. Amedeo Schiattarella, Chairman della Schiattarella Associati, sottolinea: “Con questa drammatica situazione del clima i parchi sono diventati elemento di mitigazione delle temperature; a noi piacerebbe che questo parco funga da progetto pilota per capire cosa può essere fatto”.

Un aspetto ribadito anche da Carlo Calfapietra, Direttore  del CNR-IRET, il quale spiega: “Parliamo di alberi urbani come soluzioni basate sulla natura; queste piante possono dare un contributo per diversi servizi ecosistemici. Qui noi abbiamo approfondito l’assorbimento di inquinanti atmosferici, ma sappiamo che possono contribuire con l’assorbimento del carbonio, del calore, che qui a Roma è assolutamente importante, e ovviamente tutta una serie di fattori di tipo sociologico che in una villa come questa sono molto importanti”

A chiudere la riflessione sul ruolo fondamentale del verde è il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso: “Tutto quello che respiriamo, tutto ciò che mangiamo dipende dalle piante. Se noi scomparissimo il pianeta gioirebbe, e questo lo sappiamo, ma se scomparissero le piante il pianeta diventerebbe una palla sterile, come Marte o Mercurio. Ci siamo sempre chiesti perché la vita qui ha attecchito e lì no, ed è perché abbiamo le piante”

In definitiva, il primo “parco sentinella” della Capitale trasforma la gestione del verde in una strategia attiva per la resilienza e l’equilibrio urbano. Riunendo in un’unica rete virtuosa ricerca scientifica, pianificazione architettonica e partecipazione comunitaria, Villa Paganini dimostra come le infrastrutture verdi possano contribuire a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e, al tempo stesso, a rigenerare il tessuto sociale.

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