Cinema In Verde 2026, il film “La Reserva” vince il Ginkgo d’Oro

Cinema In Verde 2026, il film “La Reserva” vince il Ginkgo d’Oro

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Cinema In Verde 2026, a Roma quasi 4.000 presenze in quattro giorni tra film, approfondimenti e incontri. 

La quarta edizione di Cinema In Verde ha portato per quattro giorni il cinema ambientale e sociale nel cuore di Roma. Nel corso del festival internazionale, che si è svolto dal 17 al 20 settembre tra il Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza e l’Arena di Piazza Vittorio, film, documentari, incontri con registi, attori, scienziati, ambientalisti e rappresentanti delle istituzioni hanno affrontato il cambiamento climatico e i suoi effetti su città, territori e sulla vita delle persone.

“Io penso che noi dobbiamo effettivamente adattarci nel senso che dobbiamo cambiare le nostre città e il cinema, la cultura in generale dà questa spinta, cioè chiede alla politica, ai cittadini di diventare sensibili al tema dell’adattamento al caldo che avanza, così come gli eventi estremi, le piogge, le bombe d’acqua, tutto quello che vediamo succedere in questi anni”, ha dichiarato a TeleAmbiente Simonetta Lombardo, ideatrice di Cinema In Verde.

“Da certi punti di vista non vogliamo che ci si adatti, nel senso non vogliamo che questa cosa diventi una nuova normalità, quindi qualunque attività che noi riusciamo a fare per diminuire il, diciamo così, il caldo che avanza, la temperatura media mondiale che avanza, questo dobbiamo assolutamente farlo e lo facciamo veramente attraverso la spinta che si fa sulla politica, sull’economia e anche sui cambiamenti personali”, ha aggiunto Lombardo.

“In questo momento c’è bisogno di parlare di questa emergenza climatica, non più solo crisi che abbiamo visto tutti quanti durante questa estate – ha spiegato Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma Capitale. – Le fasce che vengono più colpite da questa emergenza sono proprio le fasce più deboli, quindi chi non si può permettere per esempio un’aria fresca condizionata per una questione di povertà energetica, noi dobbiamo contrastare la crisi climatica proprio anche per un tema di giustizia sociale”.

“È quello che Roma sta facendo quando, investendo sulla depavimentazione, sulla forestazione, sulle infrastrutture dell’acqua per esempio riciclata che viene dai depuratori per irrigare la parte nostra agricola e i nostri giardini, noi dobbiamo dare la possibilità di avere perlomeno una parte irrigata in modo che sia un luogo fresco, il famoso rifugio climatico per chi è in città in quelle giornate e mesi caldi”, ha concluso Alfonsi.

A vincere il Ginkgo d’Oro 2026, il premio assegnato dalla giuria di Cinema In Verde presieduta dal regista e produttore Matteo Rovere, è stato il film “La Reserva” di Pablo Pérez Lombardini, la storia di una guardaboschi del Chiapas, Stato del Messico meridionale, impegnata a difendere il proprio territorio.

“Sono sei film, sei lungometraggi di autrici e autori che vengono da tutto il mondo, che ci fanno fare letteralmente un viaggio attraverso il mondo dell’ecologia, attraverso il mondo del rapporto con l’ambiente, dell’individuo e forse speriamo ci responsabilizzano anche verso l’idea di un’economia che sia un po’ meno violenta con lo spazio che ci circonda e più capace forse di lavorare comprendendo che siamo parte di un tutto”, ha raccontato a TeleAmbiente Matteo Rovere, regista e produttore, presidente della giuria.

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