Festival della Sociologia 2026, sold out per il procuratore Nicola Gratteri

Festival della Sociologia 2026, sold out per il procuratore Nicola Gratteri

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Grande successo per l’undicesima edizione della kermesse che, anche in questa occasione, ha portato la sociologia fuori dall’accademia, tra i vicoli di Narni, creando un dialogo tra ricerca scientifica e società e mettendo in relazione università, istituzioni, professioni, cultura e cittadinanza

Il tema dell’undicesima edizione del Festival della Sociologia di Narni, in provincia di Terni, è stato ‘Un ambiente per abitare. Spazi, Vite e Diritti’.

Gli oltre 50 eventi, hanno affrontato una questione quanto mai attuale: che cosa significa abitare oggi, in una società attraversata da disuguaglianze, crisi ambientali, trasformazioni urbane e nuove fragilità sociali?

Festival della Sociologia 2026, sold out per il procuratore Nicola Gratteri, Sari Hanafi

Tra gli ospiti principali dell’edizione, il sociologo palestinese Sari Hanafi, professore all’American University of Beirut ed ex presidente dell’International Sociological Association, intervenuto con una riflessione dedicata a ‘Spazi sociali, dialogo e speranza’ e Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, che ha affrontato il tema ‘Abitare territori ai margini: dai diritti promessi ai diritti agiti tra mafie e legalità.

Un incontro sold out, quello con Gratteri, che ha appunto collegato il diritto di abitare alla legalità, in particolare, alle infiltrazioni mafiose nel sistema abitativo, alla debolezza delle istituzioni e alle disuguaglianze territoriali, richiamando l’importanza di garantire opportunità, servizi e diritti anche nei contesti più fragili.

“Le mafie – ha detto Gratteri – danno risposte e la politica non dà risposte. Il capo mafia è sul territorio 365 giorni l’anno, il politico sta sul territorio fino al giorno delle elezioni, poi sparisce, e magari qualche volta si fa vedere per qualche inaugurazione o evento”.

“La politica – ha evidenziato Gratteri nel corso del suo intervento – non sta sul territorio, la politica è debole, la politica non riesce a dare risposte, la politica è povera. Il mafioso ha aziende, dà lavoro drogato, clientelare, sottopagato, lavoro in nero ma, in aree ad alta densità mafiosa, in aree povere, dà le risposte che la politica non riesce a dare. Quindi per i giovani, che non sono accompagnati e guidati e vivono in una famiglia dove non si pratica l’onestà, è difficile non rimanere affascinati dalla mafia”.

Festival della Sociologia 2026, sold out per il procuratore Nicola Gratteri, foto pubblico

In conclusione il commento della direttrice scientifica del Festival, la prof.ssa Sabina Curti

“Abbiamo trattato la questione della crisi climatica – ha riferito Curti – quella ambientale e quella abitativa e Gratteri ci ha permesso di aggiungere anche un ulteriore tassello che ha riguardato il ruolo che, rispetto a tutta una serie di questioni e di problemi, è ricoperto dalle mafie e dalla criminalità organizzata”.

“Questa undicesima edizione del Festival della Sociologia – ha proseguito la professoressa – oltre ad aver colto davvero un problema di grandissima attualità a livello internazionale, ci ha permesso di arrivare a dei risultati molto importanti sul piano etico, sul piano politico e sul piano scientifico”.

“Il festival della Sociologia – ha concluso Sabina Curti – non è un evento accademico in senso stretto, non è un convegno per esperti, ma è un festival che si apre alla cittadinanza e alla società”.

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