Un’altra città italiana dichiara lo stato di emergenza climatica: dopo Torino, Milano, Roma e Bari, e altri comuni più piccoli, si aggiunge anche Bologna, andando incontro alle richieste avanzate dal movimento Extinction Rebellion.
“Oggi è una giornata storica per Bologna: non è stata approvata una, ma ben due dichiarazioni di emergenza climatica ed ecologica – con la complessità e le ambiguità che questo comporta”, scrivono sulla pagina Facebook gli attivisti del movimento Extinction Rebellion di Bologna.
“Vogliamo anche ricordare che dichiarare un’emergenza porta con sé il peso e la responsabilità di prendere delle decisioni scomode. Queste chiediamo vengano affrontate rispettando i principi di giustizia climatica ed ecologica, perché non siano le fasce più vulnerabili della società a pagare”, afferma il gruppo di attivisti per il clima e contro l’estinzione umana ormai noto nel mondo e che si sta facendo lentamente conoscere anche in Italia. Anche loro hanno preso parte, assieme al movimento Fridays For Future, al terzo sciopero mondiale per il clima.
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L’ordine del giorno del consiglio comunale bolognese è stato approvato da Pd, Città comune, Coalizione civica, M5s, misto e Insieme Bologna e ricalca il documento proposto dal movimento: come hanno spiegato Emily Clancy e Federico Martelloni di Coalizione civica, c’è stato un lavoro affinché il Consiglio “assumesse unitariamente e integralmente la dichiarazione”.
Roma dichiara lo Stato di Emergenza Climatica e Ambientale
Radicali gli obiettivi messi nero su bianco nella mozione approvata: impegno a dire la verità sui numeri; obiettivo zero emissioni nel 2025, con l’obiettivo intermedio di ridurre del 50% entro il 2025; disincentivi per le aziende che non si adeguano agli obiettivi di riduzione dei gas serra; introduzione di una road map da produrre entro 100 giorni con le misure da intraprendere; azioni di vero e proprio rimboschimento e non semplice tutela del verde; messa in discussione di un paradigma di crescita e sviluppo indiscriminati e ormai incompatibili con la sostenibilità; costituzione di Assemblee Cittadine, strumento chiave per ripensare una politica diversa.
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Dal 7 al 13 ottobre, a partire dalle città della Nuova Zelanda e dell’Australia, una a una molte capitali saranno invase dai Ribelli, che metteranno in atto azioni di disobbedienza civile nonviolenta: Wellington, Sidney, Varsavia, Berlino, Vienna, Parigi, Londra, Madrid, Montreal, New York, Città del Messico e anche Roma.
Una ribellione internazionale per chiedere che si dica la verità sulla crisi climatica ed ecologica, che si prendano misure immediate per azzerare le emissioni entro il 2025, che vengano convocate Assemblee di Cittadini con potere deliberativo.


