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Il second hand convince i più giovani, GenZ e Millennial sedotti dall’usato

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Secondo un sondaggio commissionato da Wallapop, le persone più interessate dall’acquisto di abiti e oggetti di seconda mano sono i giovani della generazione Z e i Millennial.

Le abitudini degli italiani stanno cambiando, soprattutto per quanto riguarda le loro azioni e le convinzioni ambientali. Ma non tutti sono disposti a cambiare il proprio stile di vita. Come spesso accade, anche nel caso delle abitudini green sono i giovani il motore del cambiamento. 

È quanto emerge da un sondaggio commissionato dalla società spagnola Wallapop e realizzato da BVA Doxa sulle abitudini green degli italiani.

I risultati dicono che il 90% dei nostri connazionali si dice attento alle questioni ambientali quando si tratta di acquistare e rivendere gli oggetti. Ma sono i giovani della generazione Z (e in parte i Millennial) ad aver riportato in auge il cosiddetto Second Hand.

Acquistare oggetti e abiti di seconda mano era una scelta per pochi fino a qualche anno fa. Ma con l’arrivo sul mercato di diverse applicazioni e siti per l’acquisto di abiti e oggetti usati, i più giovani si sono avvicinati al mondo del riuso e non sembrano intenzionati a volerlo abbandonare.

Second Hand, i risultati del sondaggio

Secondo il sondaggio commissionato da Wallapop, l’acquisto e la vendita sul mercato digitale di oggetti di seconda mano è ormai un trend.

Questi i numeri:

  • il 93% degli italiani pensa che il second hand aiuti l’ambiente;
  • il 51% di chi ha risposto che l’acquisto di oggetti usati è un’abitudine positiva per il Pianeta appartiene alla fascia di età compresa fra 18 e 24 anni, la cosiddetta Generazione Z (o GenZ), i giovani nati tra il 1995 e il 2010);
  • La regione in cui è più diffusa l’idea che il second hand possa fare del bene all’ambiente è la Campania (57% degli intervistai), seguita dal Veneto con il 54%.
  • Le regioni meno sedotte da questa abitudine sono Lazio e Lombardia con il 49%.

Il sondaggio è stato effettuato lo scorso ottobre su un campione di 2000 intervistati: 1000 tra i 18 e i 25 anni, 1000 tra i 26 e i 40 anni.

Le app del second hand

L’aumento dell’interesse dei più giovani per la moda vintage e il mondo dell’usato ha fatto nascere una serie di applicazioni per smartphone e di siti internet appositi. Altri, già presenti da anni, hanno visto una rinascita.

Ecco la lista delle maggiori app su cui acquistare oggetti e abiti usati:

  • Wallapop. Una delle app più usate è quella che ha commissionato il sondaggio. Un vero e proprio mercatino dell’usato online in cui si trova di tutto. Oggi la società spagnola – arrivata in Italia nel 2021 – può contare su una community di 15 milioni di utenti, che hanno dato una seconda vita a più di 180 milioni di articoli;
  • Vinted. Utilizzata soprattutto per gli abiti, sull’app di Vinted si trovano oggetti di ogni tipo a cui gli utenti vogliono dare una seconda vita;
  • Subito. Presente sul mercato da anni, grazie alla rinascita del second hand, Subito ha deciso di creare un nuovo servizio – TuttoSubito – con cui è possibile vendere e acquistare grazie alle spedizioni a domicilio e dunque senza dover uscire di casa
  • eBay. Il padre di tutti i siti e le app della compravendita di oggetti di seconda mano, eBay resta un’ottima alternativa per il second hand. Grazie alle aste è possibile fare ottimi affari;
  • Depop. Con un’interfaccia grafica molto simile a Instagram, questa applicazione è classificabile come un social network dell’usato, unendo i punti di forza dei maggiori social e delle app di second hand.
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